Ludovico Ariosto: c’è un Orlando in tutti noi

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Dirò d’Orlando in un medesmo tratto

cosa non detta in prosa mai né in rima:

che per amor venne in furore e matto,

d’uom che sì saggio era stimato prima;

Benché espressa con parole alte e ricercate, parte della trama che caratterizza il nobile poema di Ludovico Ariosto è ben nota a tutti noi: impazzire per amoreludovico_ariosto

Medoro e Angelica incidono parole e segni del loro sentimento sui tronchi degli alberi: è così che Orlando scopre la relazione. Possiamo dire che anche oggi può capitare di scoprire che la persona da noi amata – o di cui siamo interessati – ha “una relazione con” terzi (un riferimento ai social e ai loro molti modi di mediata comunicazione di “eventi”). Venirne a conoscenza, in maniera imprevista, può portare a folli reazioni. Insomma, se la speranza è l’ultima a morire, qui può però vacillare. Ma Orlando recupera, infine, il senno grazie all’amico Astolfo, che vola sulla Luna riportandogli l’ampolla che lo fa rinsavire. L’eroe ariostesco può ora andare avanti nel compiere i suoi doveri. Ecco un’altra scena già vissuta: gli amici sono non solo la spalla su cui piangere ma sono spesso il fondamentale pungolo nei momenti di mal d’amore, i soli che sanno farci tornare in noi stessi e che sono in grado di risollevarci, spronarci a una reazione.

Con Ludovico Ariosto siamo nel Cinquecento, ma, in fin dei conti e in questi termini, non sembrano così distanti le tematiche di seicento anni fa. Si parla di passioni, di aspirazioni, ben al di là della pedanteria dei classici poemi cavallereschi. Siamo distanti ormai dalla visione della donna che nobilita interiormente. Una Beatrice dantesca o una Laura di Petrarca elevano l’uomo, lo rendono migliore. Qui, invece, la donna lo fa diventar matto! Non si invoca la classica Musa ispiratrice, si invoca la remissione del furore d’amore e non si chiedono le parole degne per narrarlo.

Sapete chi è paladino di una rilettura attuale dell’Ariosto? Lorenzo Jovanotti. Il cantante italiano, amato da moltissimi e seguito con grande passione nei suoi successi musicali, ha dichiarato la sua ammirazione per il team di “eroi” del romanzo ariostesco. Ospite della trasmissione di Fazio Che tempo che fa (andata in onda l’1 marzo su Rai3), Jovanotti ha inoltre affermato che nella scrittura delle sue canzoni – parlava del nuovo album – “c’è un po’ di poesia, che a me piace molto: di solito non metto il libretto con i testi nei miei album, mi sentirei in imbarazzo nel farlo, perché quando leggi la grande poesia, soprattutto quella del Novecento, ti rendi conto che è cosa diversa dalla canzone”. Dopo una tale dichiarazione, il suo collegamento con l’Ariosto non dovrebbe apparire del tutto fuori da ogni logica.

Perché, infine, cambiano i modi di dir le cose, i mezzi, i supporti, le realtà sociali, ma tutti da sempre impazziamo per amore. E Ariosto lo sapeva bene.

Sabrina Pessina per MIfacciodiCultura

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