ArtSpecialGourmet – Oggi: Piadina romagnola

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Farcita con salumi, formaggi, verdure, marmellate o cioccolata, la piadina romagnola è un piatto sfizioso e veloce conosciuto ed apprezzato in tutta Italia. Registrata nel 2014 con il marchio IGP (indicazione geografica protetta), che di fatto la autorizza ad essere considerata ufficialmente piatto tipico romagnolo, la piadina ha origini molto antiche.

Sembra infatti che focacce simili alla piada venissero consumate già dagli abitanti delle palafitte lombarde nel 1200 A.C. ; ma per trovare un vero antenato dobbiamo aspettare i romani, probabilmente influenzati a loro volta dagli Etruschi. Certo è che la prima attestazione scritta la abbiamo solo nel 1371, nel libro del cardinale francese Anglico de Grimoard intitolato Descriptio Romandiolae. Questa la ricetta proposta:

“Si fa con farina di grano intrisa d’acqua e condita con sale.

Si può impastare anche con il latte e condire con un po’ di strutto”.

Nel ‘500 (e per molti secoli successivi) la piadina divenne uno dei cibi poveri più consumati inpiadina (3) Romagna e al posto della costosa farina di grano si usavano spesso impasti fatti con farina di fave, ghiande e crusca: secondo alcune testimonianze, nei periodi di maggior carestia si aggiungeva come riempitivo perfino della segatura!

A dare dignità culturale a questa specie di focaccia non lievitata fu Giovanni Pascoli, che  nel 1900 pubblicò il poemetto La piada, che lui stesso introduce con questa descrizione:

Piada, pieda, pida, pié, si chiama dai romagnoli la spianata di grano o di granoturco o mista, che è il cibo della povera gente; e si intride senza lievito; e si cuoce in una teglia di argilla, che si chiama testo, sopra il focolare…”.

Ed è sempre Pascoli che vede nella piadina un’origine nettamente romana, definendola pane di Enea. Nel 1919 la piadina darà addirittura il nome alla rivista (tutt’ora esistente) inaugurata da Aldo Spallicci, La Pié , in cui si tenta di valorizzare le tradizioni romagnole, tra cui appunto quelle culinarie.

La vera fama della piadina si ha però con la nascita della villeggiatura “di massa”, a partire dal secondo dopoguerra. Negli anni ’50 molte famiglie iniziano a frequentare i bagni della riviera romagnola durante i mesi estivi ed è proprio qui che aprono i primi chioschi di piadine.

Proprio per la facilità di preparazione e di conservazione, la piadina è diventata ben presto un cibo prodotto a livepiadina (2)llo industriale. E oggi la troviamo facilmente non solo in tutta Italia, ma addirittura in molti paesi del mondo, primi tra tutti gli Stati Uniti, che non potevano certo farsi mancare uno dei pochi piatti italiani che somiglia (anche se l’abisso resta) ai cibi da fast-food tanto amati nel paese a stelle e a strisce.

Ed ora, che aspettate a mettervi alla prova? Sono sufficienti farina, acqua, strutto (olio per i più salutisti tra voi) e sale per cucinare in casa delle ottime piade! Se l’esperimento riuscisse e  le cose andassero male … potreste sempre aprire un chiosco di piadine a Rimini quest’estate!

Alessia Sanzogni per 9ArtCorsoComo9

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