Salvini: Se devo prendere un delinquente, se cade sono “affari” suoi

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Matteo Salvini è a Roma per la protesta delle forze dell’ordine contro il ddl che introdurrebbe il reato di tortura.

La Corte Europea dei Diritti umani potrebbe occuparsi di altro. Per qualcuno che ha sbagliato non devono pagare tutti. Carabinieri e polizia devono poter fare il loro lavoro. Se devo prendere per il collo un delinquente, lo prendo. Se cade e si sbuccia un ginocchio, sono cazzi suoi”. “Idiozie come questa legge – ha aggiunto – espongono le forze dell’ordine al ricatto dei delinquenti”. Non contento, ha detto anche: “l’attuale capo della polizia, Pansa,  non è il migliore capo della polizia”.

La questione reato di tortura in Italia è materia delicata: le forze dell’ordine sostengono che grazie a questa legge chiunque potrebbe denunciare di aver subito violenze, anche solo psicologiche. Insomma, sarebbe uno strumento per impedire il loro lavoro.matteo-salvini-ebola-770x513

Ma domani, intanto, è la giornata internazionale contro la tortura: in Italia, nonostante siano passati 26 dalla ratifica della convenzione delle Nazioni Unite, il reato di tortura non sussiste. Nonostante sia stato decretato dall’Europa che alla Diaz fu tortura, non si può incriminare qualcuno per un reato che non esiste.

Siamo sempre disposti a fare ciò che l’Europa ci dice in campo economico. Ma quando ci si chiede di avere un reato che difenderebbe i cittadini, si scatena la manifestazione.

Si sa, le leggi in Italia sono strane e spesso non funzionano come dovrebbero. Ma se il caso Diaz è stato isolato, come sostiene Alfano, e non ricapiterà più, perché aver paura di una legge?

La questione è delicata. Ma in realtà la vera domanda è un’altra: cosa c’entra Salvini in tutto questo? 

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