Tra classicità e modernismo, nuove metamorfosi del David

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“La società si costituisce con le sue emergenze, con la sua cultura, con il suo linguaggio, che retroagisce sugli individui e così li produce fornendo loro capacità di espressione. Noi siamo prodotti e produttori”.

Le parole del sociologo francese Edgar Morin sembrano aleggiare sopra le teste dei turisti che si stagliano pieni di ammirazione di fronte ad una delle interpretazioni meglio riuscite del David di Michelangelo. Hero a Firenze. Omaggio a David: Saracino interpreta Michelangelo è la mostra-tributo che è stata organizzata dalla Galleria dell’Accademia di Firenze in collaborazione con l’ambasciata italiana di Washington, visitabile dal 5 maggio al 20 settembre.Hero and buildings, Three Bryant Park, NYC, 2013

La scultura Hero nacque nel 2013 dalla mente di Antonio Pio Saracino, pugliese d’origine newyorkese d’adozione, definito dalla rivista Vogue “uno dei più prolifici designer italiani all’estero”. L’ispirazione al David michelangiolesco nasce dalla volontà di esaltazione del simbolo universale di italianità all’esterno ed al contempo dalla comprensione del significato sociologico che la statua stessa rivestì al suo tempo. L’architetto ha voluto creare per la città di New York un protettore simbolico, al modo in cui David lo fu per Firenze.

Comprendiamo dagli scritti personali che, quando Buonarroti si accinse a scolpire il David, era consapevole che stesse creando non solo una perfetta applicazioni di studi anatomici, ma la realizzazione fisica di un sistema di valori filosofici ed estetici che si ponevano alla base della società fiorentina rinascimentale.

Confronto tra originale e moderna interpretazione di SaracinoIn egual maniera si è posto Saracino, producendo una scultura che sia esemplificazione del neo-umanesimo contemporaneo: un nuovo momento di determinazione umana la cui espressione è visibile nella crescita architettonica, nel verticalismo e dinamismo delle costruzioni che stanno invadendo i nostri spazi urbani. Hero è stato creato come un oggetto di design dal moderno scheletro di stampo edilizio, in cui piani e trasparenze rendono comunque riconoscibile il profilo originario.

Avere il David rinascimentale e questa innovativa quanto classica interpretazione nei medesimi spazi fiorentini offre la possibilità di comprendere come ogni processo creativo sia il risultato di influenze non controllabili e riconoscibili, derivanti dalla società e dal tempo da cui proveniamo. Ogni espressione umana ha il diritto di essere accolta come necessità di espressione sociale, incomprensibile senza quell’apertura mentale che può portarci solamente al positivo arricchimento della nostra mente e del nostro spirito.

Chiara Bonatti 9ArtCorsoComo9

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