Jeff Koons e la seduzione del kitsch

0 959

Non importa che se ne parli bene o male, l’importante è che se ne parli.

Quando Oscar Wilde scrisse queste parole sembrava stesse pensando a Jeff Koons, artista nato nel 1955 in Pennsylvania, definito dalla critica neo-pop ed erede di Warhol e Duchamp. Quest’anno celebra i suoi primi 40 anni di carriera con una retrospettiva al Guggenheim di Bilbao.

Puppy, 1992, Guggenheim Bilbao
Puppy, 1992, Guggenheim Bilbao

Rilasciava interviste in terza persona, si faceva fotografare circondato da sfarzo e simboli del successo, sposò una famosa pornostar che incluse nella sua serie degli anni 80 Made in Heaven e le sue sculture sembrano banalizzare il concetto stesso di untouchable art tradizionale. Incredibile come il nome richiami piuttosto che ai suoi lavori, incentrati sull’annullamento del gap tra la cosiddetta cultura alta e bassa o popolare, alla tendenza di questo bellimbusto strafottente a mostrarsi come eccentrico rappresentante dell’american way of life.

Three Ball Total Equilibrium Tank (Two Dr J Silver Series, Spalding NBA Tip-Off) 1985 Jeff Koons born 1955 Purchased 1995 http://www.tate.org.uk/art/work/T06991
Three Ball Total Equilibrium Tank (Two Dr J Silver Series, Spalding NBA Tip-Off) 1985, Jeff Koons

Perché allora siamo inevitabilmente attratti da ciò che lui crea –ovviamente non intendiamo materialmente, visto che di questo se ne occupa il suo staff personale composto da oltre trecento persone-? Koons ha portato il kitsch nell’arte e ti obbliga a rimettere in discussione il tuo personale rapporto con essa.

Di fronte a Puppy, un gigantesco cucciolo di white terrier alto dodici metri il cui manto è un mosaico variopinto di fiori, esposto nel 1992 nella stessa sede che ora ne ospita la retrospettiva, si dovrebbe provare un senso di fastidio, quella stessa sensazione che potrebbe insorgere guardando un talk show  della domenica pomeriggio o ascoltando le chiacchiere delle signore al bar. Invece questa superficialità ci attrae, peggio ancora ci piace. Questa ambiguità di pensiero che nasce in noi di fronte alle opera di Jeff Koons ne sono la base stessa di creazione.

Difficile spiegare come delle palle da basket immerse in acqua distillata in un acquario possano farci rivalutare completamente ciò a cui è giusto dar la precedenza nella propria esistenza; eppure Three Ball Total Equilibrium Tank (1985), ti mette di fronte alla necessità di trovare un tuo personale rapporto con il mondo circostante, basato sulla perfetta legge di azione-reazione, che ti permetta di rimanere sospeso in una situazione di equilibrio.

Insomma rifacendosi alla citazione iniziale, la si potrebbe rielaborare per l’arte di Jeff Koons nel seguente modo: che l’arte contemporanea piaccia o no, l’importante è che stimoli a pensare.

Chiara Bonatti per 9ArtCorsoComo9

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.