In arrivo Music, la risposta di Apple allo streaming online

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Negli ultimi decenni il mercato musicale si è dovuto adattare al mondo del digitale. Dalle prime piattaforme di download su Napster nel lontano 2000, in 15 anni si è vissuto un vero e proprio cambiamento riguardante la fruizione della musica.

La distribuzione online dei brani ha causato molteplici disagi tra le case discografiche, soprattutto per la perdita di profitti nel mercato delle vendite di materiale fisico, come i CD o i DVD e gli artisti, che hanno visto i loro diritti fondamentali violati. La diffusione del P2P (peer to peer) ha reso ancora più difficile fermare questo fenomeno, per di più “illegale”.

Nel 2010 molte società hanno voluto cambiare le carte in gioco, sfruttando un nuovo modo innovativo per condividere ed ascoltare la musica: lo streaming. Così Deezer, Spotify e Google Play Music hanno stretto accordi di milioni di dollari con molteplici case discografiche per permettere la trasmissione dei brani sui propri canali. In questo modo le persone hanno la possibilità di avere a disposizione una libreria di brani illimitata gratuitamente e gli artisti di essere pagati ogni volta che viene ascoltato un proprio pezzo. Ovviamente il colosso Apple non poteva rimanere a bocca asciutta e proprio alla fine di questo mese presenterà “Music”.

Dopo iTunes, l’azienda di Cupertino vuole sfidare tutte le società di streaming, introducendo nei suoi dispositivi questo servizio. Sono stimati circa 800 milioni di utenti Apple che potenzialmente potrebbero usufruire del servizio. A differenza delle altre società il suo servizio sarà solo a pagamento, tranne i primi tre mesi di prova. 9,90€ al mese e per le famiglie sarà riservato un pacchetto ad hoc a 14,90€,  per un massimo di 6 accoMusic_Streaming_Servicesunt.

Peccato che gli accordi tra la mela e le società discografiche siano già sotto il mirino dell’antitrust statunitense. Questo per il timore che si possano verificare di nuovo accordi non conformi alle leggi sulla libera concorrenza, come quelli accaduti nel 2010 sulla questione dei prezzi degli eBook. Apple per contrastare il colosso Amazon strinse un vero e proprio cartello con 5 famose case editrici per aumentare i prezzi degli eBook del doppio rispetto al mercato e d’imporre il proprio prezzo di vendita, così da penalizzare gli altri rivenditori.

Inoltre a differenza degli altri servizi, come Spotify, che sul profitto totale mensile distribuisce il 70% in royalties agli artisti e le label indipendenti, Music si fermerà solo al 58% e, cosa più grave, non pagherà le royalties durante il periodo di ascolto gratuito.

Innovazione oppure ancora una volta una nuova trovata commerciale? Per adesso il nuovo progetto di Apple ha iniziato con il piede sbagliato e molto probabilmente non porterà a nessuna rivoluzione.

Alex Carsetti per 9ArtCorsoComo9

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