Da Il Diavolo veste Prada a McQueen: la moda va in scena

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Se si eleggesse il miglior documentario non-documentario della moda, certo vincerebbe Il Diavolo Veste Prada. Magistrale è Mergo Streep nei panni di Miranda nei panni (velati ma non troppo) di Anna Wintour. C’è ancora chi si chiede se dietro al personaggio si celi davvero quell’animo spietato che ne ha fatto un’istituzione, e il caschetto rigoroso della direttrice di Vogue America pare confermare ogni dubbio. Ceruleo non è azzurro, questo è tra i migliori insegnamenti del film. E sicuramenteimage sancisce la scena più iconica dell’intera pellicola. 30 secondi in cui l’ignoranza di chi etichetta superficialmente la moda come roba viene smantellata e, battuta per battuta, distrutta.

Sarebbe un film per cui consumare lo schermo del pc, ma per chi allo streaming preferisce la vecchia scuola, ecco che ai pixel si sostituisce il palcoscenico. Il produttore di Broadway Kevin McCollum ha richiesto alla 20th Century Fox i diritti per trasformare Il Diavolo Veste Prada in un’opera teatrale, così che avremo la scusa di rivederlo un’altra volta ancora. Il riadattamento è ancora in fase d’attuazione, e sconosciuti sono i nomi dei fortunati che prenderanno il posto di Anne Hathaway, Meryl Street, Emily Charton &friends. Ma una certezza l’abbiamo, che il 2015 è l’anno di moda e teatro.

Non solo Il Diavolo Veste Prada, ma anche la biografia di Alexander McQueen. Il drammaturgo James Phillips insieme a Janet, sorella di Alexander, ha allestito un’opera teatrale che ha avuto la sua prima il 12 Maggio al St. James theatre di Londra. La messa in scena ha tratto spunto da un’intervista che lo stilista rilasciò in merito alla sua sfilata AW 2008, in cui parlava della sua ispirazione. Ovvero, partendo da un albero vecchio 600 anni elaborò la storia di una fanciulla che in esso abitava, usciva nell’oscurità della notte e in questa trovò il suo principe, diventandone la regina. Da ciò scaturirono i rimandi all’ Union Jack, all’India coloniale e alla fairytale Vittoriana che si ritrovano nell’iconica collezione.

È sempre una gioia quando la moda sperimenta nuove passerelle.

Sabrina Nunziata per 9ArtCorsoComo9

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