ArtSpecialGourmet – Oggi: La mela

0 837

In occasione della festa dei lavoratori ArtSpecialGourmet non si ferma. Anzi, oggi vi parlo non di una ricetta ma di un ingrediente. Vi racconto qualche curiosità sulla mela.

Come mai? Innanzitutto è un evergreen, di nome e di fatto. Semplice da acquistare e da abbinare.

melaQuesto frutto non è solo il simbolo del peccato e dell’origine del male. Proprio Bergoglio l’ha ricordato qualche giorno fa: “Adamo? Un maschilista, incolpò Eva per la mela”. Si sa la curiosità è donna, ce l’ha dimostrato persino Pandora, ma l’uomo è uno “scarica barili”.

Guardiamo l’altra metà della mela, con un occhio meno cinico, si può interpretare questo frutto come uno dei figli della terra. E in concomitanza con l’inizio di Expo mi sembrava giusto parlare di uno dei più richiesti e proteici alimenti.

Persino l’artista Michelangelo Pistoletto ha installato in Piazza Duomo a Milano, la sua enorme opera La Mela Reintegrata. Guardate un po’, proprio a forma di questo frutto. La scultura simboleggia la fusione tra natura e artificio.

Tolti i pesticidi e antiparassitari, la mela, è un frutto genuino, come molte altre materie prime nasce dalla natura. È il prodotto finale, il figlio maturo che lascia il ramo.

Potrebbe essere intesa come una metafora della vita e della società. I giovani oggi si sentono pronti per questo grande passo? Non credo proprio. Ieri è uscita la notizia che secondo i dati Istat che il tasso di disoccupazione, nel mese di marzo, è salito al 13%.

Di certo la colpa non è dei giovani, intenti ad approcciarsi al mondo del lavoro, la maggior parte delle volte scartati come mele già marce. Il colmo è l’appellativo bamboccioni come se tutti i frutti fossero bacati. Il marcio è nella società.

Ci hanno tolto la fragranza, il succo, la linfa. La passione di lavorare. Non si vive per il lavoro, ma il lavoro è necessario.

pausa_pranzoDedicarsi a qualcosa è importante, infatti Reymond Du Bos (1818-1896) sosteneva che lʼanima ha il diritto, come il corpo, di soddisfare i suoi bisogni, il più importante dei quali «è quello di avere la mente occupata». La noia, che consegue la passività dellʼanima, è un male talmente doloroso che lʼuomo si piega a svolgere i lavori più penosi per non subirne il fastidio.

A sollevare lo spirito del lavoratore è la pausa pranzo. Il momento che spetta a tutti di diritto e dobbiamo ringraziare i nostri avi per essersi battuti fino al midollo.

E perché non sgranocchiare qualcosa di fresco, di succoso e allo stesso tempo sostanzioso nella sua semplicità? Che ne dite di una bella mela? Rossa, gialla, verde. Coloratissime e gustosissime.

A voi la scelta.

Questo frutto oltre a essersi prestato come testimonial del famoso colosso tecnologico californiano. E ancora prima, è apparso sul 33 giri del fantastico album Abbey Road dei baronetti, è anche usato come pseudonimo della grande città di New York.

Ah! E non dimenticate:

An apple a day, keeps the doctor away 

Martina Bertolotti per 9ArtCorsoComo9

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.