Nepal, si temono 10000 vittime: la solidarietà internazionale si fa avanti

0 1.085

Appare come devastata dalle bombe la capitale del Nepal, Katmandu e i villaggi satelliti sparsi tutt’intorno dopo il terremoto di magnitudo 7,8 della scala Richter. Solo che stavolta le bombe non piovevano dal cielo ma si scontravano sotto terra, precisamente sotto la zona ovest della capitale. Una tragedia paragonabile a 300 terremoti dell’Aquila insieme, per dare un’idea della sua forza distruttiva. Il bilancio delle vittime ha superato i 5000 e non si arresta, anzi è in’ascesa continua. Il premier Sushil Koirala teme che con il proseguire delle ricerche, la soglia di 10000 venga presto raggiunta. Alcuni esperti internazionali allo studio del fenomeno hanno riscontrato che il terreno su cui si fonda Katmandu si è spostato non di qualche centimetro, ma di ben 3 metri verso Sud. 34 distretti colpiti, più di 400mila edifici distrutti e stando ai dati trasmessi dall’Onu, si stimano intorno agli 8 milioni tra feriti e profughi interni le persone coinvolte nel disastro del 25 aprile. 

Ulteriori scosse hanno interessato la zona già devastata. La fotografia è quella di uno Stato in ginocchio: gli ospedali sono al collasso, e nonostante la solidarietà internazionale anche procedere al soccorso e all’assistenza della popolazione non è facile a causa della comunicazione isolata nelle vallate più remotTerremoto Nepale. Il governo ha capito di non avere i mezzi per far fronte alla situazione. In prima persona ha deciso di metterci la faccia e ha preferito non nascondersi dietro un dito, affermando in tutta onestà quanto il sistema di soccorso dello Stato sia stato inefficace ed inadeguato. Vaste aree interessate dal sisma sono accessibili solo via elicottero e non hanno ancora ricevuto alcuna assistenza, lo rende noto Medici senza Frontiere. Tanto di cappello a quanti hanno risposto all’appello del Nepal, come un grido di aiuto rivolto al mondo intero. La risposta della solidarietà internazionale non ha tardato ad arrivare. Il papa ha già stabilito di inviare in Nepal un primo contributo di centomila dollari per il soccorso alle popolazioni. Da parte sua l’Italia, attraverso il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni, ha immediatamente disposto un aiuto di emergenza per un ammontare di 300.000 euro dai fondi della Cooperazione. Il finanziamento verrà canalizzato attraverso la Federazione Internazionale della Croce Rossa consentendo di realizzare attività di primo soccorso alle vittime. Anche i grandi players mondiali, come Google, Facebook o Apple hanno mostrato il loro lato compassionevole porgendo la mano in segno di aiuto.

Sembrerebbe quasi l’immagine di un mondo migliore di quello a cui siamo abituati. E’ come se nel bel mezzo di una estenuante gara per ottenere chissà cosa, per un attimo tutto si fermasse perché uno dei partecipanti si è fatto male, è caduto e non riesce a rialzarsi. Oltre alla forza brutale, catastrofi naturali come questa hanno il potere di allontanare l’uomo dalla posizione egoistica di semidio nella quale si è posto per ricondurlo alla reale dimensione che gli appartiene. Una scossa alla terra è una scossa all’animo umano, che troppo spesso riscopre la solidarietà solo quando è ormai tardi.

Agnese Stracquadanio per 9ArtCorsoComo9

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.