Germania complice degli USA nello scandalo delle intercettazioni?

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E allora i giochi si fanno duri, e quindi i duri iniziano a giocare. Si diceva così un tempo. E l’imbarazzo dello sputtanamento in piazza invece? Quello dove si metterà nel caso? Una bella domanda a cui seguirebbe decisamente una bella risposta se solo lo si potesse chiedere. Si parla di spionaggio mondiale a danno di Stati sovrani e imprese multinazionali, completamente ignari di tale prassi. Il gioco è rischioso e i “duri” a condurlo non sono altro che due tra gli Stati più forti del mondo. In pole, il numero uno in assoluto, gli States e subito dopo il presunto complice, la Germania. La bella domanda di prima sarebbe da porre quindi a lady Merkel. Ci si potrebbe agganciare alle parole del deputato belga che oggi al Parlamento europeo ha esordito così:

nas1“Al culmine dello scandalo sulle rivelazioni di Snowden Angela Merkel, la Cancelliera tedesca, diceva che non si spiano gli amici. Dobbiamo dedurne che o gli Stati dell’Unione europea non sembrano essere amici della Germania, oppure lei non diceva sul serio.  Non prende sul serio le proprie parole, e credo che questo riguardi tutti i nostri capi di Stato”.

Se, quindi, gli Stati Uniti hanno già praticamente metabolizzato il duro colpo post SnowdenLeaks, per lo stato tedesco invece tutto sembra iniziare oggi. La Cancelliera infatti avrebbe ignorato alcune scottanti relazioni, wwwwwwwqe32incluse quelle dove esplicitamente si parlava di stretta collaborazione con l’America, dei suoi servizi segreti riguardo appunto il lavoro di spionaggio affibbiato agli stessi da parte dell’amministrazione di Obama. Difficile pensare che tutto questo sia frutto di una qualche cospirazione. Molto più facile invece credere, come in una delle due ipotesi del deputato belga, la Germania abbia una sua libera interpretazione per quanto riguarda gli “amici”. Il rigido schema di vita e di lavoro evidentemente ha portato a qualche disfunzione relazionale con chi, invece, ha un altro schema di vita. Ora la Signora di Ferro è in Polonia e ha soltanto parlato di “malfunzionamenti” e della sua volontà di “fare chiarezza”. Si sorride per non piangere insomma.

Le notizie sono ancora davvero poche per farsi un’idea. Se dovessero essere confermate in toto, la cosa sarebbe davvero difficile da gestire per il governo tedesco. Ci si dovrà aspettare di tutto, o forse niente? Che il popolo si sia abituato ai giochi di potere sovrastatali in stile proprio “Europa che vorrei”?

Sergio Zuppiroli per 9ArtCorsoComo

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