“La Cantatrice Calva” al Teatro Manzoni: pazzia e intrattenimento

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In quanti di noi in diversi momenti della giornata non si è sentito in una qualche maniera inutile o comunque senza un preciso scopo. La noia ci assale magari in quelle domeniche di febbraio, prive di appuntamenti e attrazioni locali. L’essere agiati su un comodo divano non agevola le cose e interloquire con il tuo partner distratto dalle parole crociate, le fa sprofondare. E’ così che si apre il sipario nello spettacolo ora in scena al Teatro Manzoni di Milano: “La Cantatrice Calva”.  Progetto nato dal desiderio di tre comici e due attrici di prosa di lavorare insieme. Si parla di Max Pisu, Diego Parassole e Leonadro Manera per la parte maschile mentre di Stefania Pepe e Roberta Petrozzi per le due attrici protagoniste.

L’ambientazione è una villetta “appena fuori Londra”, perfetta raffigurazione della classe borghese anglosassone adagiata su benessere e noia, appunto. Non ci sono particolari cambi di scena ma bensì particolari cambi di intensità. Si sfiorano momenti drammatici come i classici litigi tra moglie e aaq2marito dove in un attimo volano insulti, fino ad arrivare alle incursioni di una matta quanto eclettica governante. Ad ogni scena si vuole sottolineare quante contraddizioni fanno parte della nostra quotidianità e a tratti proprio esse vengono usate come scudo per non schierarsi. Il già precario equilibrio della prima coppia in scena, i signori Smith, viene poi messa a dura prova dall’arrivo di un altro duetto amoroso. I signori Martin per l’appunto che schierandosi in base al genere (moglie con moglie e marito con marito), iniziano l’esilarante quanto trascendente il siparietto senza senso ma con molta sostanza.  

Lo spettacolo di Eugène Ionesco con regia di Marco Rampoldi, vuole raffigurare proprio questo, un senso difficile se non impossibile da trovare, soppiantato da una grande vervè artistica dei personaggi che riempiono il palco e non solo (le incursioni sono anche attorno ad esso). Dialoghi che come una valanga prendono sempre più forma e velocità fino a circondarti e fagocitarti in essi. Due parole quindi per descrivere lo spettacolo: Intensità e irriverenza. 

Sergio Zuppiroli per 9ArtCorsoComo9

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