Child 44: la censura russa colpisce ancora

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Il 17 aprile è uscito negli Stati Uniti Child 44, quinto lungometraggio del regista Daniel Espinosa. Negli stessi giorni si è avuta notizia della sua censura in Russia. Tagli sul film? No, è stato proprio bandito dalle sale.

MTE1ODA0OTcxOTEzMjE3NTQ5Child 44, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo scritto nel 2008 da Tom Rob Smith, racconta le vicende realmente accadute del Killer di Rostov, Andrej Romanovič Čikatilo. C’è però una differenza niente affatto secondaria con quelli che sono i fatti reali. Il romanzo, e di conseguenza il film, ambientano la storia nella Russia degli anni ’50. Gli omicidi di Čikatilo ricoprono invece un arco di tempo che va dal 1978 al 1990.

Occorre analizzare il contesto attuale. La Russia festeggia quest’anno il settantesimo anniversario della vittoria sovietica sul Nazismo. A detta del Ministero della Cultura russo, l’uscita del film in un momento simile sembrerebbe un tiro mancino fin troppo gratuito. D’altronde, lo sfondo storico del film presenta una situazione ormai nota: un uomo alla ricerca della verità, osteggiato nelle sue indagini dal partito, non disposto ad accettare la sgradevole presenza di una macchia nella perfezione apparente del regime comunista.

L’accusa del governo russo è di aver travisato dei fatti storici. La scelta di Smith di collocare la storia nel periodo postbellico potrebbe essere stata dettata da un’esigenza di ricostruire, e al contempo denunciare, quello che era il clima della Russia comunista nell’immediato dopoguerra.

C’è il problema di come i russi vengono rappresentati, questione scottante da tempo immemore. Per Mosca è inaccettabile un film che «dipinge i sovietici come una massa di orchi assetati di sangue». Ci sarebbe un’accusa di fondo all’uomo russo degli anni ’50, traviato dall’ideologia di partito e pertanto corrotto e omertoso. Seppure a distanza di decenni è una tematica ancora difficile da affrontare. E il governo, travolto dalla deriva autoritaria di Vladimir Putin, continua imperterrito a servirsi della censura.

2015-04-13-1428911155-7753671-child44Noomi Rapace, una delle attrici presenti nel cast, ha palesato il proprio malcontento verso la decisione del governo russo di togliere il film dalle sale. Reazioni negative sono arrivate anche dall’autore del romanzo: «Quel che riguarda il regime sovietico è stato ormai decretato dalla storiografia e descritto in parecchi libri, sono molti gli archivi della polizia segreta relativi alla carestia».

Viene da chiedersi come sarebbe stata l’opera, letteraria e cinematografica, se avesse rispettato la cronologia reale degli eventi. Del resto, la vicenda di Čikatilo è molto interessante sotto il profilo psicologico, e la quantità sconcertante di omicidi commessi si ricollega a una serie di traumi infantili in cui il contesto storico ha avuto un peso non indifferente. Fu proprio la violenza scaturita dalla Seconda Guerra Mondiale, con le varie umiliazioni familiari, a determinare la follia omicida del Killer di Rostov.

Attualmente, la Russia si trova in una fase di ricostruzione della propria immagine internazionale. L’interesse primario di Putin è quello di mostrare al mondo un paese solido e in costante crescita. Qualsiasi forma di screditamento nei confronti del paese e della sua storia deve inevitabilmente fare i conti con la censura. Un metodo che, a lungo andare, potrebbe rivelarsi controproducente.

Gabriele Scuderi per 9ArtCorsoComo9

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