Bagheria, Renato Guttuso: la vita di un uomo attraverso la pittura

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Villa Cattolica
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Chi sono quei pittori, quei letterati, quei personaggi storici di cui ci sforziamo di ricordare dipinti ed opere? Chi sono quegli uomini che la storia ha eternato? Molto spesso amanti, amici o nemici di qualcuno. Ma sfogliando un libro di letteratura  il loro mondo, la loro vita, sembra quasi non esistere. Certamente sappiamo che Leopardi amava quella fantomatica Silvia, che Gauguin ha avuto il coraggio di mollare lavoro e casa per inseguire il suo sogno e che Van Gogh si è tagliato un orecchio a causa di una terribile depressione. Niente più che informazioni di circostanza. Il QB per poter avere un’idea della persona che sono stati. Questi, che pure sono stati uomini, finiscono per essere appiattiti sulla pagina del manuale come esseri senza una reale corporeità ed esistenza. Semplici “fabbricanti” di capolavori, a meno che essi stessi non facciano della loro vita il prodotto del loro lavoro. In questo modo la sfera personale sfonda la cortina di ferro che divide l’intimo dal pubblico, il noto dall’ignoto e così nasce la mostra di “Guttuso: ritratti e autoritratti” aperta dal 19 aprile al 21 giugno al Museo Guttuso di Bagheria a Villa Cattolica.

Grazie al recupero delle opere da vari musei nazionali, gli Uffizi di Firenze e la Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, e da collezioni private, i curatori, Fabio Caparezza Guttuso e Dora Favatella Lo Cascio, propongono una personale, che mostra come l’artista siciliano entrasse in contatto con il mondo. Come lo percepisse. Amici, famiglia, personaggi della politica e dell’ambiente intellettuale. Tutti coloro che nell’animo di Guttuso hanno lasciato un segno, qui, trovano lo spazio che nei libri di letteratura spesse volte manca o che non desta grande interesse.

mimise
Mimise con il cappello rosso

Opere inedite che raffigurano letterati come Alberto Moravia, Carlo Levi, Eugenio Montale e Pablo Neruda. I profili di Anna Magnani e Zeudi Araya. I ritratti di artisti come Picasso, Turcato, Fontana e Manzù o di politici quali Amendola, Bufalini e Alicata. Tutti raccolti in un percorso diverso dall’ordinario, il cui denominatore comune è Renato Guttuso. Non manca il riferimento alla terra natale, la Sicilia, che rivive nei ritratti dei suoi genitori e alcuni suoi autoritratti come “Gioacchino Guttuso Agrimensore” del 1966 e “Ritratto della madre” del1940. Ed infine una galleria dedicata alla sua amata compagna, Mimise. I ritratti “Mimise con il cappello rosso” e “Autoritratto con Mimise” esprimono tutto il piacere di ritrarsi accanto alla donna amata e il desiderio di far scoprire in maniera diretta il loro amore.

“Alcune persone si rifugiano in chiesa; altre nella poesia; io nei miei amici”
(Virginia Woolf)

Come la Woolf, Guttuso affida la propria vita all’intreccio di relazioni e di amicizie, raccontate in un percorso intimo, reso ancor più coinvolgente dai filmati d’epoca offerti dalla Rai e dall’Istituto Luce. In questo modo, per una volta, impareremo a conoscere l’uomo prima della sua opera, prima della sua maschera di artista.

Sofia Zanotti per 9ArtCorsoComo9

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