Spleen Date. La Luna del Sud

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Spleen Date. La Luna del Sud

Le stelle intorno alla bella luna

celano il volto luminoso,

quando, al suo colmo,

più risplende sopra la terra.

Dancing in the moonlight
Everybody is feeling warm and bright
It is such a fine and natural sight
Everybody is dancing in the moonlight.

[Ballando alla luce della luna,

tutti ci sentiamo caldi e luminosi.

E una così piacevole e naturale visione.

Tutti ballano alla luce della luna.]

Liberamente ispirato a un dialogo immaginario tra Saffo e i Toaploader.

– Vieni, ti faccio vedere la luna di Bari. Qualcosa che a Milano non c’è.

 Dice ridendo mio zio. Lui pensa che sia una battuta.

Per me non lo è. Nel sud, ogni colore, ogni sapore, ogni elemento della natura è più pieno, succoso. Vicino.

Non che non ami la mia città. Ma nel sud anche la luna, così distante generalmente, così austera, decisa, fredda, diventa UMANA.

La luna nel sud è calda, è un sole pronto a scoppiare.

Un calice pieno.

Anche la luna, quando è bella piena, matura, può cascarti fra le braccia…

F. Fellini, La voce della luna

Mi ricordo un viaggio in macchina, da Matera a Montescaglioso, in Basilicata. Guardai la luna durante tutto il percorso. Quaranta minuti di bellezza. E mi continuavo a chiedere quanto fosse vicina. Mi sembrava che mi illudesse di poterla avere, tra le mani.

Lo vedi? Niente è impossibile. Arriva sempre il momento giusto per tutto:

basta aspettare.

Anche la luna, quando è bella piena, matura, può cascarti fra le braccia…

La luna illumina i viandanti, porta la luce quando non c’è. Fa sognare nella notte il nuovo giorno, ti sorride. Ti accarezza con i sogni. Ti porta in altri luoghi. Si impone fra le stelle.

E d’estate la luna illumina i nostri balli, le serate vissute, le notti lunghe, gli sguardi timidi, le parole nascoste, che di giorno non hanno lo stesso colore.

La luna non dà risposte ma accarezza gli amanti, smuove i sogni, fa credere anche a noi che nel buio del cielo, potremmo splendere.

Quella noce di pane, tonda, sorride. E come uno scrigno tiene i segreti della notte. Anche i nostri.

Quel mistero, quel basso continuo, tam tam tam, che racconta Ludwig Van Beethoven nel suo Chiaro di Luna, quel mondo altro, altro non è che i nostri segreti, i nostri desideri. Curioso. Beethoven non la chiamò Chiaro di Luna, un titolo dato da altri in seguito. La chiamò: Quasi una Fantasia.

La luna della Puglia, mi ha raccontato questo.

In segreto. Mi ha ricordato la mia Fantasia.

 

Federica Maria Marrella per MIfacciodiCultura

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