Presidenziali Usa 2016: Hillary Clinton ci riprova!

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Ha 67 anni, ma li porta relativamente bene. Ha le corna, vicenda relativa a Bill e alla Lewinsky, ma anche in questo caso non le stanno male, forse anzi in campagna elettorale donano. Ha perso malamente il testa a testa con Obama, in quel del 2008, e anche in questo caso ad oggi potrebbe trarne beneficio. L’America è da sempre la patria della comunicazione, lo sa bene il nostro premier Renzi che, in giro con il suo camper, prese in prestito un po’ tutto il possibile per la sua campagna. I colori, le modalità e molto spesso le parole pari pari. Hillary Clinton in questo non si distingue poi tanto al grido di “Combatterò per voi. Perché quando le famiglie sono forti, l’America è forte.” Frase un po’ scontata se poi si accostano alle foto di famiglie multirazziali, miste, gay, giovani e anziane. Poteva fare di più, certamente. Il “Yes we can” del suo futuro predecessore, è un’altra storia. Bisogna ammettere però che della sua candidatura ne hanno parlato proprio tutti, un tam tam mediatico davvero imponente. E quindi che altro c’è da dire?

Si autodefinisce campionessa” e la voglia è quella di strafare, di combattere per le ingiustizie e diventare un nuovo paladino. In questo uguale in tutto e per tutto all’Obama pre primo mandato. Un animo decisamente populista che forse la rende anche un po’ più simpatica. La sua campagna è seguita in toto dal manager, Robby Mook: un 35enne esperto in comunicazione del Vermont. Una scelta questa, in completa linea con la rinnovata facciata che lei stessa si vuole dare. Decisione partorita forse in seguito all’analisi che sì, la sua forza risiede nella sua lunga esperienza e nella sua capillahi12re notorietà: ma che forse questi punti in certi casi la penalizzano. Un personaggio così forte non viene visto, infatti, soprattutto tra i giovani, come qualcosa di autentico ma bensì come un cartonato finto e distante dalle loro esigenze. In questo Obama fu maestro, Obama e anche la sua first lady. Sarà per questo che Hillary abbia deciso di assumere la consulente d’immagine di Michelle. “Voglio essere simpatica come lei”, sembra che abbia riferito a Kristina Schake, specialista di comunicazione assunta dalla first lady. Si mira ad un’immagine attiva, impegnata nella vita sociale ma con una buona dose di autoironia, certo non più quell’immagine partigiana dell’era Clinton presidente. E’ difficile immaginarsi Hillary in qualche balletto hip hop come recentemente ha fatto la sua musa ispiratrice, ma siamo tutti in trepida attesa di vedere il cambiamento. Oltre a questo si punta come prima tappa all’Iowa con una strategia del tutto innovativa. Decine di piccoli appuntamenti, quasi “intimi”, con gruppi composti da poche persone: “un comportamento di squadra disciplinato e umile”. Questa la direttiva del suo manager della campagna elettorale.

Davvero un pozzo di novità la prossima campagna che ci attende nel 2016. Siamo sicuri che a breve usciranno fuori gli altri pretendenti “al trono”. Per ora è già sul piede di guerra il giovane senatore della Florida, Marco Rubio, che non ha aspettato tanto per attaccarla e creare già uno slogan ad hoc: “Stop Hillary.” Che la sfida quindi abbia inizio e che la comunicazione abbia la sua fetta di importanza. In America infatti si vive di dibattiti, i giornalisti fanno le domande che andrebbero sempre fatte e agli scandali sono susseguite sempre dimissioni. Queste sono cose che, purtroppo, in Italia tendiamo a non voler scimmiottare neanche lontanamente. Meglio prendere un camper, scegliere i colori rosso e blu, girare per l’Italia ed essere solo simpatici. Quello funziona sempre.

Sergio Zuppiroli per 9ArtCorsoComo9

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