La differenza d’età nelle coppie? Al cinema “L’amore non perdona”

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Cupido viene dipinto cieco. L’amore non vede con gli occhi. Sente col cuore. Se l’aspetto non conta, a maggior ragione l’età. “L’amore non perdona” è il primo film di Stefano Consiglio e affronta questo tema nell’attualità. Nelle sale dal 9 aprile, vede come protagonisti la 60enne Adriana e un immigrato marocchino di 30, Mohamed. Gli attori Ariane Scaride e Helmi Dridi hanno il compito di portare sul grande schermo un argomento che fa ancora discutere e che soffre dei pregiudizi della società.

1414109557373L’amore non ha età o è solo un detto trito e ritrito? L’opinione pubblica si divide largamente e mettersi d’accordo sembra impossibile. La tendenza delle giovani generazioni ad essere più aperti riguardo alla differenza di età all’interno della coppia non è però comunemente accettata. La questione principale, però, non è il dato anagrafico. Piuttosto in questi casi si dovrebbe parlare di maturità. Ci si nasconde dietro un numero, quando il vero problema sono i desideri i bisogni del singolo. Condividere il medesimo concetto di relazione e la condivisione di progetti tengono in piedi un rapporto. È come viaggiare sullo stesso binario: le due strade si uniscono per correre insieme. È come essere parte di uno stesso edificio: le fondamenta devono essere solide per poter sostenere la struttura e non crollare. Se il livello di maturità percorre sentieri che si allontanano si cammina separati. Per questo l’età è un fattore, non un motivo in sé.

Volgiamo uno sguardo i nostri modelli, gli amori dello star system. George Clooney, Demi Moore, Madonna, Michael Douglas. Sono solo alcuni dei nomi di celebrità che hanno coltivato nella vita una relazione con partner molto più giovani o più anziani. L’ipocrisia, anche in questi casi, regna. L’uomo adulto con una ragazza più fresca suscita sempre ammirazione in chi lo giudica. È segno di virilità. Non a caso i due attori citati sono sex symbol desiderati da milioni di donne nel globo. Alla donna matura con un ragazzo viene rivolto uno sguardo sospettoso. Già la denominazione “toy-boy” è spregiativa. Non esiste la “toy-girl”. Per la società la donna è sempre una Eva, anche se i secoli passano. Come se la donna, se più grande, voglia solo fruttare la giovinezza dell’altro, senza sentimento. L’uomo, invece, ama sempre sinceramente. Nelle eroine di Jane Austen già si vede come le fanciulle abbiano come mariti anche uomini di parecchi anni più vecchi. Il contrario, però, era quasi blasfemia.

La donna viene discriminata nella società italiana su molti fronti. Perché anche sui sentimenti bisogna promuovere differenze di genere? I conservatori potranno continuare a pensarla diversamente. Quando un affetto è sincero non è necessario sapere altro.

Alice Picci per 9ArtCorsoComo9

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