Il Romanticismo di Dragon Age Inquisition

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Ogni appassionato di giochi di ruolo non può non essere a conoscenza dell’ultimo capolavoro di casa Bioware, ovvero il mastodontico Dragon Age Inquisition. Perché dico “mastodontico”? Non solo per la complessità della trama e dei personaggi, ma anche e soprattutto per l’immensità delle sue ambientazioni, che danno ampia libertà al giocatore, permettendogli di esplorare in lungo e in largo regioni molto vaste, pullulanti di pericoli e di missioni da affrontare. Gli scenari hanno ricevuto una cura particolare da parte degli sviluppatori, che hanno voluto creare paesaggi fantastici e suggestivi.

Wivenhoe Park, John Constable
Wivenhoe Park, Essex  1816

Recandosi nelle Terre Centrali, la più vasta tra le zone accessibili ad inizio gioco, non si può non rimanere affascinati di fronte alla bellezza di boschi, laghi, fattorie e valli. Non è difficile individuare in questi scorci bucolici alcuni elementi tipici della pittura paesaggistica inglese dell’Ottocento: basti osservare, ad esempio, Wivenhoe Park, Essex (1816) del famoso artista romantico John Constable (1776-1837). In esso, oltre all’impressionante somiglianza del soggetto con la regione virtuale sopra citata, si può notare un accurato gioco di luci e ombre, quello che l’autore chiamava “il chiaroscuro della natura”, un modo per rappresentare le emozioni umane attraverso i fenomeni del mondo in cui viviamo. La stessa idea di fondo è riscontrabile nelle ambientazioni di Dragon Age: il mondo di gioco non è solo uno sfondo grafico, bensì è parte viva e integrante dell’avventura, e serve a trasmettere nel giocatore determinate emozioni.

Così, nelle Terre Centrali, il contrasto tra il verde luminoso degli elementi naturali e le ombre delle rovine causate dalla guerra rende immediata la comprensione del pericolo e suscita nel giocatore il desiderio di proteggere quel mondo fantastico (in alcuni dialoghi gli stessi protagonisti accennano a questa antinomia).

Il molo di Calais -
Il molo di Calais,1803 

Partendo dalle Terre Centrali e spostandoci più a nord, ci affacciamo sul Mare del Risveglio attraverso la famigerata Costa Tempestosa, un luogo impervio e costantemente battuto da implacabili onde che si infrangono rabbiose sulle rocce che popolano l’oscuro paesaggio. Un ambiente buio, pericoloso, ad un passo da un mare in tempesta che minaccia di travolgerci: sembra proprio di essere in un quadro di William Turner (1775-1851), artista spesso ricordato, al pari di Constable, come il più illustre esponente del Romanticismo pittorico inglese. L’acqua è un soggetto ricorrente nelle sue opere, tanto che alcuni contemporanei lo consideravano il “grande pittore del mare”. Prendiamo come esempio il celebre dipinto Il molo di Calais (1803). Sembra di sentire l’odore della salsedine mentre le onde si sollevano e si infrangono sul porticciolo. Il mare burrascoso e le pesanti nubi cariche di tempesta dominano la scena oscurandola, ma anche qui l’ombra si scontra con la luce, quella dei raggi del sole che colpiscono il centro della composizione attraverso uno squarcio nel cielo (chi ha giocato a Dragon Age starà pensando al Varco).

Il fatto che nel videogame siano presenti così tanti riferimenti al Romanticismo non deve tuttavia stupire: da sempre il genere fantasy, specialmente nella sua accezione dark, trae ispirazione da questo movimento artistico. Sapevate che J. R. R. Tolkien è stato definito, per l’appunto, uno scrittore neo-romantico?

Luca Calabrese per 9ArtCorsoComo9

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