Renzo Piano: Il suo Auditorium farà parte del Maxxi

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auditoriumDa quando è stato inaugurato nell’aprile 2002, l’Auditorium Parco della Musica è diventato uno dei centri culturali più importanti di Roma. Ogni anno più di un milione di turisti visitano questo straordinario complesso, attirati sia dai numerosi eventi sia dalla bellezza della struttura architettonica. Progettato da Renzo Piano, l’Auditorium comprende tre sale teatrali, un anfiteatro all’aperto e grandi sale di prova e registrazione. C’è inoltre una piazza con bar, ristoranti e negozi, funzioni che contribuiscono a rendere urbano il progetto. E in effetti l’Auditorium non è soltanto un impianto musicale: è una piccola città alla periferia della capitale, un luogo di cultura che dona ulteriore qualità alla città eterna.

La sua importanza è tale che a breve entrerà a far parte della collezione del Maxxi, il più importante museo di architettura presente in Italia. I disegni sono stati donati dallo stesso Piano alla direttrice Margherita Guccione che spiega: «Il progetto per l’Auditorium entra nella collezione del Maxxi e sarà una delle opere esposte nel prossimo allestimento che metterà a confronto l’architettura con il tema della composizione».

grattacieloIntanto Renzo Piano fa parlare di sé anche a Torino. Viene infatti inaugurato oggi il nuovo grattacielo di Intesa Sanpaolo, un edificio che a breve ospiterà tutti i 2 mila dipendenti del centro direzionale della banca. Con i suoi 166 metri di altezza è già diventato un punto di riferimento per la città, ma per Piano ciò che conta non è solo lo slancio verticale: «L’aspetto più importante è quello sociale. Il grattacielo dialogherà con la città, il piano terra è ampiamente accessibile e inserito nel parco e con le scale mobili dell’atrio si sale verso spazi disponibili a tutti».

Il progetto dell’architetto genovese è considerato uno tra i più ecosostenibili al mondo. La sommità ospita una serra bioclimatica con alberi di alto fusto, mentre «dal punto di vista energetico è un edificio sensibile alla luce naturale, l’illuminazione si accende quando serve e si spegne progressivamente quando la luce del giorno se ne va».

Per realizzarlo ci sono voluti quasi cinque anni di lavoro e un investimento di mezzo miliardo. Cifre importanti che non preoccupano: Piano non ha sbagliato quasi mai un colpo e, anche se occorre del tempo per un giudizio definitivo, siamo sicuri che anche questa volta avrà donato valore aggiunto alla già bellissima Torino.

Silvia Pozzoli per 9ArtCorsoComo9

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