Juan Muñoz, arte enigmatica in mostra a Milano

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Se amate la cultura e l’arte Milano vi offre un’opportunità straordinaria. Dal 9 aprile al 23 agosto l’Hangar Bicocca ospiterà una mostra dedicata interamente a Juan Muñoz, visionario artista spagnolo di fama internazionale. Deceduto nel 2001 a soli 48 anni, Muñoz ha operato negli ultimi due decenni del ‘900 e con la sua arte ha rivoluzionato la statuaria moderna. Double Bind & Around propone gratuitamente le 15 opere più importanti dell’artista, per un totale di oltre 100 figure scultoree. Si tratta della prima esposizione monotematica italiana ed è quindi un’occasione unica per indagare dal vivo quei paradossi creativi che caratterizzano i personaggi dello scultore.

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In alto Double Bind e, nella parte inferiore, Conversation Piece

Centrale nel percorso espositivo sarà il suo lavoro più imponente, Double Bind, che non a caso dà il nome all’intera mostra. Esposto per la prima volta a Londra nel 2001, da allora non è stato mai più riproposto. L’installazione si compone strutturalmente di tre piani e di due ascensori in continuo movimento: al piano superiore il visitatore può osservare una superficie con figure geometriche bidimensionali, mentre al livello intermedio appaiono figure scultoree singole o in gruppo bloccate in una dimensione temporale e spaziale indefinita. Muñoz inserisce la sua opera di maggior rilievo in un ambiente architettonico asettico, composto da elementi strutturali impersonali quali griglie e finestre sbarrate. Per Muñoz non è importante solo l’opera scultorea, ma anche lo spazio in cui questa viene inserita: è lui stesso a definire l’esperienza dello spettatore come se si trovasse in una città anziché in un museo.

Il sottile rapporto con l’architettura emerge in ogni lavoro. Conversation Piece è un gruppo scultoreo sviluppato nei primi anni novanta. I personaggi hanno sembianze umane nella parte superiore del corpo, mentre nella parte inferiore possiedono strutture sferiche al posto delle gambe. Si tratta di figure anonime collocate volutamente in spazi altrettanto generici e bloccate nell’atto della conversazione o dell’ascolto. Simile nella realizzazione è poi Many Times, forse il progetto più appariscente dell’artista spagnolo. L’opera è formata da una folla di persone dal volto orientale, le cui espressioni enigmatiche rimangono un’incognita per lo spettatore.

Tutte le sculture rappresentano figure umane solo leggermente inferiori alle dimensioni naturali. L’intento dell’autore è infatti quello di coinvolgere lo spettatore e farlo sentire parte dell’opera. Ogni lavoro trasmette un forte senso di enigmaticità che permette al fruitore di interpretare il messaggio in modo personale. Una cosa è però certa: Muñoz ha indagato in modo creativo la distorsione dello spazio e della figura umana, ha assottigliato i confini tra realtà e finzione e ha sviluppato l’arte dell’illusione. E questo permette di osservare le sue opere in uno stato di crescente tensione emotiva.

Silvia Pozzoli per 9ArtCorsoComo9

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