#ImNoAngel: il grasso che soffoca

0 1.680

Da tutto fuorché magra, dico basta a queste grasse. Ma forse dovrei dire paffute, per non urtare la sensibilità.

ferr-dentro
Stefania Ferrario

I’m No Angel è la campagna pubblicitaria del marchio d’intimo Lane Bryant. Sei modelle plus size, com’è tanto di moda definirle, posano in bianco e nero – sarà perché smagrisce? – davanti all’obiettivo. Certo lo slogan non è un caso, non sia mai che una pubblicità pro-tonde si giustifichi da sé. Vuole essere una sfida ai noti angeli di Victoria’s Secret. Modelle bellissime dai corpi statuari, plasmati tanto da palestre massacranti e ferree diete, quanto da disciplina e dedizione. Vale più un cioccolato o vestire bene i propri jeans? Tra i peccati capitali, è peggio gola o vanità? Se avessi un desiderio da esercitare, vorrei alimentarmi a soli dolci in un fisico da Gisele.

Ma qui il punto è altrove: nel limbo tra grasse e magre, le normali dove stanno? Va bene che il fisico di un Angelo va ben oltre qualsiasi utopica realtà, ma non è certo la chiattoneria a rappresentarci (Ok che il marchio è americano, però!).

È bensì il chiletto in più il fil rouge della stragrande maggioranza delle donne.  Il cuscinetto a fondo chiappa. Il rotolino sotto l’ombelico. Il sedere poco tonico e la tetta non così alta e abbondante. Ma certo, la normalità, la mediocrità, non fa audiance quanto una taglia 50. Ed ecco a chiedersi, Lane Bryant chi?!

Schermata-05-2456437-alle-10.03.09-426x600
Jes M. Baker

Ma non siamo nuovi ai contentini. Mentre nel calendario Pirelli 2015 Candice Huffine soddisfava i camionisti da stomaco pieno e bocca buona, la grassottella Jes M. Baker posava per Grasso è Bello, la campagna contro le taglie super slim di Abercrombie&Fitch. Ipocrite gocce nell’oceano.

L’unica che, in questo panorama disagiante, fatto di troppo perfette e decisamente grassottelle, ha di che dire cose intelligenti è Stefania Ferrario, modella australiana di 21 anni nonché testimonial della linea di lingerie di Dita Von Teese. Non ci sta ad essere chiamata plus size, curvy, taglia forte o stronzate varie. Perché di fatto un filo di pancia non lo ha, seppur satura di curve. Che sono solo al punto giusto. Così etichettandola, si confina, lei come le altre, in una sotto categoria e si diventa più classisti che privilegiando solo magre. Plus size. Ma plus rispetto a che? Alla size standard, ovvero una 40 risicata?

Come tra nero e bianco, tra magro e plus vi è un’infinità di sfumature. Promuovere un’estremità piuttosto che l’altra è da beceri estremisti. Gioire di tali contentini, solo da poveracci.

Visita il nostro laboratorio mentale Vita da S.

Sabrina Nunziata per 9ArtCorsoComo9

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.