L’eredità solidale di Robin Williams

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Quando si parla dell’eredità di Robin Williams la mente corre subito alla guerra scatenata dalla terza moglie contro i figli dell’attore per il possesso di alcuni oggetti personali. Invece, la notizia di questi giorni è diversa: dal testamento è emerso che l’attore ha lasciato i diritti sull’uso della propria immagine alla Windfall Foundation, la fondazione creata allo scopo, con il preciso mandato di destinare il ricavato ad associazioni benefiche.

Mrs-Doubtfire-2Questo caso mediatico ci ha quindi permesso di conoscere un po’ di più della personalità dell’attore. Il nome di Robin Williams è infatti legato ad interpretazioni comiche, a partire della sit-com Mork & Mindy (1978-1982), fino a citare i successi di Mrs. Doubtfire (1993) e Patch Adams (1998). La sua carriera non si esaurisce in questo genere: attore versatile ha recitato anche in film impegnati come Good morning, Vietnam (1987) e Good Will Hunting (1997) che gli valse un Oscar come attore non protagonista.

Il secondo lato della personalità di Robin, più serio ma meno evidente nella sua carriera, era un tratto distintivo della sua vita privata. Infatti la donazione dell’uso della sua immagine per beneficienza è solo una delle molte azioni che Robin compiva per gli altri: alla notizia della sua morte i molti che hanno potuto conoscerlo sotto questa luca diversa, hanno voluto condividere, tramite intervista, il bene che ha portato nelle loro vite.

Due esempi di generosità parlano per tutti. Il primo riguarda la storia di Vivian Waller, una ragazza di 21anni della Nuova Zelanda, madre di una bambina di nemmeno 1 anno, a cui è stato diagnosticato un cancro all’intestino. Vivian ha allora deciso di compilare una bucket list, ovvero una lista di cosa che avrebbe voluto fare prima di morire, e tra queste ha segnato l’incontro proprio con Robin Williams. L’attore non si è tirato indietro ed ha inviato un video a questa famiglia, pieno di empatia ma anche del suo tipico humor.

Robin ha avuto un grande impatto anche sulla vita di Rudy Garcia-Tolson, a cui vennero amputate le gambe sopra il ginocchio quando aveva 5 anni: conobbe l’attore quando ne aveva 10 e con lui poté partecipare al triathlon promosso dalla Challenged Athletes Foundation nel 1998. Ora quel ragazzo ha 25 anni e dopo aver vinto diverse competizioni sente di attribuire gran parte del merito proprio all’attore, che non gli ha mai fatto mancare un costante supporto.

Non solo la vita di questo bravissimo attore fa riflettere, ma anche il modo in cui ha scelto di continuare a donarsi agli anche dopo la sua morte: non solo grazie a questo lascito nessuno potrà sfruttare la sua immagine per scopi che lui non avrebbe gradito, ma è riuscito anche a assicurare la prosecuzione delle attività di beneficienza nel futuro e a creare un esempio per altre persone famose che come lui scelgono di dedicare una parte di sé agli altri.

Chiara Buratti per 9ArtCorsoComo9

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