Nucleare in Iran: scongiurata nuova corsa agli armamenti 2.0?

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Il travagliato negoziato con Teheran per il nucleare  si è concluso ieri con un risvolto positivo. Il vertice di Losanna dei 5+1, ovvero dei paesi che hanno diritto di veto all’Onu (Stati Uniti, Russia, Francia, Cina, Gran Bretagna, più la Germania) e l’Iran del presidente Hassan Rohani, ha dato i suoi frutti. I paesi si sono accordati in merito alla natura esclusivamente pacifica del programma nucleare di uno Stato a rischio come l’Iran. La trattativa ha registrato progressi tali da giustificare il suo proseguimento. La nuova deadline è stata già fissata al 30 giugno, data stabilita per la conclusione della stesura delle trattative. Il capo della diplomazia Ue, Federica Mogherini twitta il suo entusiasmo e si dice soddisfatta: “un passo storico verso un mondo migliore”. Una frase sicuramente tanto d’impatto quanto retorica. Dalla loro i Paesi del 5+1 vogliono ottenere misure che consentano di garantire la natura pacifica dell’energia nucleare iraniana in cambio di una revoca delle sanzioni economiche internazionali adottate contro Teheran.

Nonostante la positività del capo della diplomazia, gira la voce di un certo malumore tra le delegazioni, soprattutto quella americana che comincia a spazientirsi per la conclusione ancora posticipata. I partecipanti, ancora impegnati in una serrata serie di riunioni, cercano comunque di rassicurare, affermando che ormai c’è intesa su tutti gli elementi chiave per arrivare a un accordo generale. Sembra dunque, che non sia tutto rose e fiori. Che l’ultimatum possa essere una tattica negoziale per 2015-04-02-23-23-18-1360310398stringere i tempi, non è solo il pensiero di chi vuol vedere nero. “Finché i negoziati produrranno risultati gli Usa non porranno fine alle trattative in maniera brusca, in caso contrario, l’Iran potrebbe ritrovarsi a subire nuove e più pesanti sanzioni e il presidente Obama potrebbe considerare diverse opzioni”, questa è la velata (o meglio svelata) minaccia che lascia trapelare la Casa Bianca. Non proprio quello che si dice un messaggio tra i più pacifici. Eppure il presidente Usa ha calmato i toni, parlando di una “storica intesa” che “preverrà la bomba nucleare” e con “l’accordo finale il mondo sarà più sicuro. Un accordo che non si basa sulla fiducia, ma su verifiche senza precedenti”, ha aggiunto. Gli “impegni tangibili” a cui allude Obama servono anche per gli alleati più restii, in particolare al premier israeliano Benyamin Netanyahu che ha ribadito ancora il pericolo di “una cattiva intesa che danneggia Israele, il Medio Oriente e il mondo intero”.

Insomma decisamente una situazione delle più delicate. D’altronde sono sviluppi che vanno ponderati, su cui si giocano gli equilibri mondiali presenti e futuri. I grandi leader della terra sono chiamati a tirare le fila e a scrivere oggi, quella che sarà la storia dell’avvenire. Grazie alle accurate precauzioni prese, il pericolo di una nuova corsa agli armamenti è definitivamente accantonato o incombe ancora sulle nostre teste?

Agnese Stracquadanio per 9ArtCorsoComo9

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