Fedez che “le canta” piace a Scanzi

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È il momento di Fedez.

Non bastava la sua notorietà aumentata come giudice di X-Factor.

Non bastava il suo nuovo album Pop-Hoolista con annesso e connesso il suo tour che sta girando l’Italia a gonfie vele.

Non bastava la notizia della partecipazione di Francesco De Gregori ai suoi concerti come ospite.

Non bastavano nemmeno tutti i suoi tatuaggi e la sua sfrontatezza.

Fedez ritorna a far parlare di sé. Non perché l’artista faccia azioni rivoluzionarie. Ma perché è talmente rivoluzionario da fare scalpore.

Lo sa bene Andrea Scanzi, giornalista de Il Fatto Quotidiano.scanzi_1-200x300

Durante il programma Piazzapulita (La7), infatti, ha citato il rapper Fedez come artista che si espone e che non ha paura di esprimere le sue idee politiche.

E questo si sapeva, si è visto o meglio, si è sentito. Soprattutto nel suo ultimo album Pop-Hoolista, i testi delle canzoni presentano temi attuali e forti. Critiche esplicite a fatti o a personaggi.

Il giornalista ha citato Fedez come esempio di artista che si espone, in contrasto con tutti quegli artisti o personaggi dello spettacolo che, secondo Scanzi, negli anni passati avevano avuto idee controcorrente. Avevano poi sbandierato queste idee ai quattro venti. Sì, ma poi?

Perché non esprimere fino in fondo il proprio credo politico? Le proprie idee? I propri principi?

E qui Andrea Scanzi si scaglia contro Nanni Moretti e Roberto Benigni (due dei nomi da lui citati). Come uomo di sinistra, si sente di tirarli in causa per un motivo specifico: perché questi personaggi, qualche anno fa, si erano esposti verso un’idea politica di sinistra. E avevano fatto programmi in prima serata come la lettura della Costituzione e la sua relativa esegesi.

A loro Scanzi rivolge una domanda. Davvero a questi uomini va bene così? Davvero a loro piace, va a genio questa sinistra rappresentata da Renzi?

Dove sono ora Benigni, Moretti e gli altri appartenenti al gruppo dell’intellighenzia? Il giornalista pone queste domande perché non riesce più a scorgere individui intellettuali con una loro coscienza politica ben definita e non tenuta nascosta.

Ecco perché poi cita Fedez. Perché è uno di quei ragazzi convinti delle proprie idee, che portano avanti fino alla fine. Per coerenza. Perché sono “troppo” per riuscire a rimanere zitti. Perché si schierano in qualche modo, che ci piaccia o no.

Perché Fedez è un rapper duro, uno di quelli che, se ne sente il bisogno, “te le canta e te le suona”. Di certo non manda nessun altro al posto suo. Di certo non si nasconde dietro a qualcosa. È solo lui, a testa alta.

Elena Mariani per 9ArtCorsocomo9

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