Ustica 35 anni dopo: lo Stato contro i risarcimenti

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Trentacinque anni dopo la strage di Ustica, in Italia la battaglia legale non si è ancora conclusa. Nessuno scenario di guerra, nessun missile destinato a colpire la Libia di Gheddafi e nessun intrigo internazionale. Sono state escluse queste ipotesi nonostante le dichiarazioni di ben due Presidenti della Repubblica: Francesco Cossiga allora, e le supposizioni di Giorgio Napolitano risalenti al 2010. Come se lo avessero reso noto in tal caso. Dunque la sera del 27 giugno del 1980 il “imageDc 9″ dell’Itavia esplose in volo con 81 persone a bordo, precipitando sul mare di Ustica senza un perché. L’avvocatura dello Stato boccia il possibile scenario di guerra aerea e ribadisce l’impossibilità di provare che ad abbattere l’aereo fu un missile. Si propende più per l’ipotesi della bomba a bordo. Anche se nel 2011 i National Archives di Londra hanno reso pubblico il dossier integrale dei colloqui londinesi tra il premier Giulio Andreotti e Margaret Thatcher: l’Itavia era un affare di Stato, anzi di Stati.

Ma l’Avvocatura dello Stato si scaglia contro i risarcimenti che il giudice civile aveva concesso in primo grado ai familiari delle 18 vittime e ne chiede, in appello, il rigetto per l’infondatezza delle richieste. Tutta colpa dell’immaginario collettivo, sostiene l’avvocato dello Stato Maurilio Mango, che avrebbe forzatamente voluto vedere nel disastro, un movente militare. “Alla mancanza di elementi tecnici hanno ‘supplito’ i mezzi di informazione che denunciando, spesso senza alcun riscontro, trame e complotti internazionali, hanno infine determinato il radicato, ma tecnicamente non supportato, teorema secondo cui all’origine del disastro sarebbe stata una battaglia aerea”. Queste le dure parole dell’avvocato, alludendo alla pressione di stampa e tv nazionali. Maurilio Mango ha poi giustificato le sue dichiarazioni non come indifferenza di fronte alla tragicità dell’evento e all’altrui dolore ma come il semplice svolgersi del suo dovere. Di contro, Daria Bonfietti, Presidente dell’associazione parenti vittime strage Ustica, giudica vergognosaimage la posizione assunta dall’Avvocatura che non solo ignora le precedenti sentenze della Cassazione, ma addirittura ritorna a parlare di bomba a bordo. “Proprio avvicinandosi l’anniversario della strage di Ustica avevo chiesto a tutte le Istituzioni dello Stato di prendere atto, che sentenze definitive della Magistratura avevano riconosciuto che il Dc9 Itavia era stato abbattuto nel corso di un episodio di guerra aerea e che i Ministeri della Difesa e dei Trasporti erano stati condannati per non avere tutelati i cittadini e per aver contribuito a nascondere la verità”. Queste le conclusioni della Bonfietti che adesso invoca l’intervento del Governo.

Cossiga, Andreotti, la Thatcher, i francesi, anzi no, gli americani. Perfino il boss della Mafia Capitale, Massimo Carminati, ex estremista nero, nell’intercettazione con un suo collaboratore si lascia sfuggire “Ustica era degli americani”. Sulla strage è stata avanzata qualsiasi tipo di ipotesi, nel contesto di uno scarica barile generale, che oggi vede il suo epilogo più sconcertante per le famiglie delle vittime che 35 anni dopo si ritrovano al punto di partenza. Dopo anni di indagini e innumerevoli udienze processuali, non ci sono punti fermi sulle cause del disastro. Quale sia la verità nessuno potrà mai saperlo, è affondata quella sera insieme al velivolo e qualcun’altro se l’è portata nella tomba.

Agnese Stracquadanio per 9ArtCorsoComo9

 

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