Nati con la camicia: la discriminazione del bottone

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Se avessi potuto scegliere, avrei sempre indossato la camicia rossa. Non certo per esigenze di partito, bensì per il colore acceso, il colletto squadrato e la dinamicità del taglio da maschietto. Invece, a 5 anni, la mamma amministrava armadio e lavatrice, e le camicie con il colletto a fiore erano tanto la sua gioia quanto la mia agonia. Così bianche, ricamate, arzigogolate. Da femmina, insomma.GUCCI SHOW - Runway - Milan Menswear Fashion Week Fall Winter 2015/2016

Crescendo ho mantenuto una certa coerenza, ma acquisito anche libertà. Indosso la camicia da donna, tanto cara da evidenziare tette prosperose laddove non ci sono. Ma anche quella da uomo. Taglie 43/17 rubate dall’armadio di papà che vestirebbero una me, una sesta e il mio intero guardaroba. Che parrebbero camicioni premaman se non fosse per bottoni ed asole al rovescio.

Un po’ come la felpa di Abercrombie, quasi presa al mio reparto se l’allacciatura da maschio e la scritta kids sull’etichetta non ne tradissero la provenienza. L’XL da bambino equivale a una media adulta femminile, a 40in meno. Vedi te.

Che poi questa cosa dell’allacciatura è davvero mortificante. I drammi quando mi perdo nell’allacciare il doppiopetto dello zio. Una meraviglia per gli amanti dei cappotti, ma che tedio le due colonne di bottoni.

C’è da chiedersi dove sia nata la discriminazione dell’allacciatura. Pare si debba risalire a tempi addietro, quando gli uomini usavano sfoderare l’arma ad ogni minima angheria. Si impugnava con la destra e, poiché nascosta dal panciotto, le asole a sinistra consentivano di svestirsi meglio con la mano libera. Stessa storia shiloh22quando ci si pavoneggiava con la spada o si padroneggiava l’arte della caccia, arma a destra e il resto come viene.

Per le donne è un po’ diverso. Meno bellicose, con la sinistra cullavano bambini, con la destra, da vere multitasking, sfaccendavano tra mille lavori. Altresì è possibile che le nobildonne si facessero aiutare nell’atto di vestirsi da cameriere destre, indi da qui il bottone a sinistra.

Oggi, affacciati all’imminente imposizione del terzo genere, la cui parola d’ordine è ambiguità, i designer vengono incontro a noi poveri confusi. Alessandro Michele lo ha anticipato con l’uomo Gucci lo scorso gennaio, mandando in passerella uomini somiglianti donne e viceversa. Tutti rigorosamente con bottoni a destra.

Che poi, questo maschilismo anche in passerella è intollerabile. Anche se, a ben guardare, è vero che la strada femminista è tortuosa. Ma quella maschile ancor di più. Chiedi a un maschio di vestire le asole da donna e vedrà minacciata la sua virilità. Amano così tanto se stessi che questa migrazione al polo dell’a-gender non è tanto un fatto di costume, bensì una caritatevole risposta alla loro intrinseca ed implicita omosessualità.

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Sabrina Nunziata per 9ArtCorsoComo9

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