“Per non dimenticare”: ok ma con prudenza

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Giovedì un altro dipinto di Hitler è stato venduto all’asta a Los Angeles, dopo quello dello scorso novembre a Norimberga. In entrambi i casi si tratta di dipinti che il giovane Adolf ha realizzato prima di dedicarsi alla sua attività politica in Germania. Nel Mein Kampf scrisse addirittura che in gioventù avrebbe desiderato diventare un pittore ma il suo sogno si era spento dopo la bocciatura all’esame Asta di Los Angeles dell’Accademia delle Belle Arti di Vienna. Ad ogni modo dopo la delusione ricevuta nel 1914 riprese a dipingere grazie al sostegno di un ebreo, lo stesso ebreo che qualche anno dopo verrà portato in un campo di concentramento.

Le sue opere sono state analizzate per comprendere meglio la natura psicologica del Führer e addirittura lo scrittore E.E. Schmitt nel romanzo La Parte dell’Altro ha voluto immaginare una vita nella quale Hitler viene ammesso e diventa un grande pittore.

 Ma il dipinto venduto in America è diverso dagli altri perché rappresenta una natura morta, un vaso di fiori, che non è il solito scorcio viennese tipico dell’autore e questo garantisce la sua straordinaria particolarità.

Non credo che faccia male ricordare anche attraverso la vendita di questi quadretti. Bisogna però essere coscienti non solo del disegno esplicito ma del significato implicito nel senso del carico storico che ogni quadro di Hitler si porta dietro. Questo perché siamo in un periodo particolare per tornare a parlare dell’oscuro leader nazista.

Sappiamo bene tutti chi fosse e cosa sia stato il nazismo o l’antisemitismo. Nonostante le varie giornate della memoria e le lezioni di storia che ci ripetono che non bisogna dimenticare gli sbagli dobbiamo prestare ancora più attenzione. “Antisemitismo” ultimamente non è una parola che fa pensare a qualcosa di lontano ma, anzi, ultimamente gli indici delle principali associazioni ebraiche hanno visto una crescita delle violenze e delle minacce spesso anche tramite i social network.

É un problema serio se si considera che questi atti non arrivano solo dai “nostalgici” nazisti ma anche da parte musulmana che ultimamente è diventata il pericolo più serio da considerare.

hitler-akvarel-plava-vaza-1427190207-628633Per concludere lancio un altro punto su cui riflettere. A breve dopo circa 70 anni verrà nuovamente pubblicato in Germania il Mein Kampf. Cosa che in questi giorni ha fatto molto scalpore se si considera la paura “innata” che ha il popolo tedesco del peso che porta il libro.

Così i pareri si sono divisi in due. Da una parte chi pensa che questa nuova pubblicazione del libro, con un commento e delle note alle parole originali di Hitler, sia una nuova opportunità per riflettere ed educare come afferma Magnus Brechtken, vice direttore dell’istituto al Washington Post.

Dall’altra parte chi invece considera questa nuova versione comunque pericolosa perché il libro “è al di fuori della logica umana”. Sono le parole di Florian Sepp, storico presso la Biblioteca di Stato della Baviera, che conserva una copia originale di Mein Kampf.

Non tutti sono ancora pronti ad affrontare direttamente la realtà ma non sempre si può pensare di nascondere la polvere sotto il tappeto e augurarci che non esca più fuori.

Alessandro Morsillo per 9ArtCorsoComo9

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