Tsipras: misure strappa lacrime in arrivo. Questa è democrazia?

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Periodo nero per la Grecia. Non solo quello economico che lascia lo Stato in una situazione pietosa da svariati anni ormai, ma anche nel campo delle speranze. Oggi più che mai le promesse elettorali nella campagna per le politiche di pochi mesi fa, sono lontanissime. Tsipras sembra essere infatti in procinto di un’ennesima “riforma” strappa lacrime. Non sembra aver pensato a nessun cambio di rotta rispetto al suo predecessore e questo i suoi elettori non lo perdoneranno di certo. Proprio attraverso lo staff del primo ministro, si fa sapere che sono allo studio nuove “dure” misure proprio per convincere i mercati. Quei mercati che da sempre sono colpevoli di folli speculazioni sulle spalle di ogni contribuente greco, e non. Si cerca quindi di avere liquidità per coprire le scadenze di aprile e maggio, la solita Troika killer.

La ricetta sul piatto è la solita minestra trita e ritrita che sa di vecchio e che ormai è servita gelida. Si parla quindi di privatizzazioni (che si legge meglio svendite al “pYanis Varoufakiseggior” offerente), subito seguite dalla solita lotta (sconclusionata) all’evasione fiscale fino ad arrivare allo “svecchiamento” della burocrazia (comprare qualche nuovo pc e licenziare qualche dipendente). Tutto ciò in cambio dell’erogazione della prima tranche di aiuti, 7 miseri miliardi di euro che equivalgono all’ennesima aspirina per cercare di curare un cancro al quarto stadio. In relazione a questo malessere percepito intorno alle scelte di Tsipras, l’interno partito radicale di Syriza inizia a storcere il naso. Il più indispettito sembra essere proprio il ministro dell’economia, Varoufakis. Da un paio di settimane non si vede più a spasso per l’Europa a negoziare e cercare potenziali spiragli con i creditori. Voci di corridoio vogliono il ministro più famoso del web sull’orlo di lasciare l’incarico. Le dimissioni vengono smentite in maniera ufficiale ma, si sa, l’ufficialità è la prima delle bugie.

Una tristezza assoluta e una sconfitta per tutto il popolo greco e per la democrazia in generale. Un’ennesima dimostrazione di quanto il voto, ad oggi, non conti ormai più niente rispetto a quanto gli Stati si siano impantanati con i mercati. La buona volontà del premier greco non è messa in discussione, ogni sua scelta politica/economica attuata fino ad ora, sì. Il popolo greco, come quelle europeo, non si merita illusioni, ogni politico dovrebbe pensarci bene prima di voler fare il salvatore della propria gente.

Sergio Zuppiroli per 9ArtCorsoComo9

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