Non riconoscerla, ma viverla: le scuole studiano storia dell’arte al museo

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Foto patinate, fotocopiate, a volte in bianco e nero. Le immagini nei libri di storia dell’arte, spesso, non sono esaustive. Vedere un’opera dal vivo è empatico. Vederla sulle pagine di un testo scolastico, può ridurre anche la Gioconda ad una figurina alla pari di quelle dell’album Panini. E così l’arte si trasforma da manifestazione dello spirito dell’uomo, ad un mattone di trecento pagine. Da studiare.

Una bella proposta che, devo dir la verità, mi ha piacevolmente sorpresa, è quella arrivata dal Ministro Franceschini: una parte delle lezioni di Storia dell’Arte dovranno svolgersi nei musei.

Perché, come ben dice il Ministro, “Un conto è vedere le immagini sui libri, un altro è osservare dal vivo”.

Un’idea che, non solo renderà più interessante lo studio, ma che potrebbe anche cambiare il modo di imparare, credo. Portare sistematicamente delle classi in aule diverse dal solito, in cui, professori e alunni si trovano, instoria arte 2sieme, di fronte a grandi opere d’arte, può contribuire a sciogliere un po’ la rigidità dell’apprendimento scolastico.

Io ho iniziato ad apprezzare in maniera piena e ricca l’arte, quando ho capito che potevo dire la mia, sulla cultura. Andare al Louvre, leggere informazioni legate allo stile, alla vita, alle tecniche di un pittore, ma poi andare oltre. Cercare di dare il mio significato all’opera. Cosa mi fa provare, cosa quel dipinto vuole comunicare. Renderla propria è il modo migliore per assimilarla.

Il fine dell’arte, infatti, è quello di dare spazio all’animo umano, alle sue vibrazioni. E rappresentarle. Ogni artista con il proprio stile, fatto di tecniche, soggetti, contenuti, che ci dicono qualcosa su di lui. I musei, quindi, sono spazi in cui ripercorrere la vita di persone, dei nostri antenati. Ma soprattutto per ripercorrere e conoscere la loro cultura che, alla fine, è la base della nostra. Secoli e secoli di storie. Rappresentate in maniera unica.

Pensiamo, quindi, agli effetti che potrebbe avere su un ragazzo delle superiori. Assimilare la spiegazione del professore, e allo stesso tempo unirla alla propria percezione dell’opera. Gli studenti potrebbero così imparare a vivere l’arte. Non solo a riconoscerla.

 

Sonia Lorini per 9ArtCorsoComo9

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