Annuncio Disney: Topolino e Pippo entrano in disintossicazione

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“Il fumo fa male, bambini, e per questo anche i vostri personaggi preferiti dovranno affrontare un periodo di riabilitazione per disintossicarsi”.

Le parole non saranno esattamente state queste, ma è il succo del discorso che Bob Iger, amministratore delegato della Disney, ha tenuto settimana scorsa durante l’incontro per gli azionisti della casa di produzione. Non bisogna dare il cattivo esempio, e per questo da ora in poi nessuno dei personaggiCrudelia de Mon presenti in una produzione Disney potrà provare il gusto della nicotina. L’unica eccezione ammessa sarà in quei casi speciali in cui a essere rappresentate siano figure realmente esistite e di cui sia stato accertato il vizio. Già da qualche anno si era proposto che nei criter i di censura e di classificazione per l’età consigliata alla visione (che in America sono particolarmente severe) si tenesse a mente la presenza o meno di sigarette in scena. Con questa ultima scelta il dado sembra essere stato tratto.

Una soluzione che avrà sì una sua logica e che si sposa alla perfezione con la mission Disney di proporre ai suoi giovani spettatori un mondo pulito e candido, in cui ogni traccia di corruzione e vizio deve categoricamente essere rimossa. Ma che da una certa prospettiva rischia di nuocerle sia a livello artistico sia a livello culturale.

Dalla Volpe di Pinocchio che arrangia trattative per rapire bambini ad Ade di Hercules che si gusta un bel sigaro nella speranza che l’eroe greco sia morto, passando per Crudelia de Mon e il suo storico bocchino per sigarette, l’immaginario Disney ha caratterizzato con successo i suoi villains anche attraverso il fumo. Caricature stilizzate ma efficaci che colpivano al cuore e che mai ispiravano da parte del pubblico ammirazione e reale desiderio di emulazione. Il fumo era un elemento essenziale per rappresentare il lato corrotto di questi malvagi, uno strumento dalla forza espressiva ineguagliabile. Se quindi si voleva fare una campagna antifumo, forse questa prima attitudine poteva risultare ancora più efficiente: chi davvero vorrebbe ridursi a tossire e scatarrare come Gambadilegno? (Per chi non lo avesse visto consigliamo poi il divertente cortometraggio No Smoking, con un Pippo che cerca malamente di smettere di fumare).

Ma c’è di più. Una constatazione di come l’animazione sembri aver perso una delle sue caratteristiche originali e più importanti: il gusto dell’anarchia e della libertà totale. Basterebbe prendere il Topolino dei primi anni, quello tratteggiato in bianco e nero con vigorose chiazze di china, e vederlo intento a mettere sottosopra tutto quello che gli capita sotto tiro per notare la differenza. L’essere outlaw e genuinamente senza regole, cosa ora riservata soltanto ai cattivi che devono essere puntualmente puniti o redenti per le loro azioni, una volta era anche tratto essenziale delle icone principali dell’animazione.

Duffy DUckPaperino poteva fumare quante sigarette voleva, Daffy Duck entrare in uno studio di montaggio e mettere sottosopra intere pellicole (nello splendido Daffy Duck a Hollywood), Tom e Jerry pestarsi fino alle loro ultime forze.. ma nessuno aveva da ridire nulla. I cartoons, quelli di Tex Avery e di Ub Iwerks, erano intrisi di questo spirito selvaggio che rendeva davvero liberatorie le vicende rappresentate. La fantasia non aveva limiti, ogni cosa poteva essere estremizzata ed essere gustata per quello che ora: uno show dinamitardo e senza responsabilità, ma non per questo diseducativo.

La decisione di ri-educare questi personaggi, riconducendoli sempre più sulla retta via, toglie loro questa primordiale energia infernale. I bambini devono sì essere cullati ed educati dalle buone intenzioni, ma devono anche sperimentare e conoscere il divertimento senza inibizioni e i cartoons erano tra gli strumenti migliori per farlo (e non dimentichiamo che l’animazione NON è un’arte riservata solo ai bambini).

Dobbiamo ipotizzare che il prossimo passo sarà il divieto per i cartoni animati di consumare alcoolici? Se così fosse Dumbo forse non sognerebbe più i temibili Elefanti Rosa dopo essersi ubriacato con una scorpacciata di birra. Ma non finirebbe nemmeno sull’albero da cui riesce a spiccare il suo primo volo.

Francesco Zucchetti per 9ArtCorsoComo9

 

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