Cannes 2015 rende omaggio a Ingrid Bergman

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Il Festival di Cannes rende omaggio a una delle più famose donne dello spettacolo. Il poster ufficiale della 68esima edizione (che si terrà dal 13 al 24 maggio 2015) avrà infatti come protagonista una bellissima e sorridente Ingrid Bergman. Per celebrare il centenario della sua nascita, all’attrice è stato un concesso un privilegio riservato ai grandi del cinema: l’anno scorso la locandina fu dedicata a Marcello Mastroianni, mentre negli anni passati aveva ricordato personaggi del calibro di Paul Newman e Marilyn Monroe.

Bergman2Ma questo è giustamente il suo anno. Vincitrice di tre premi Oscar, la Bergman è stata inserita al quarto posto tra le più grandi star della storia del cinema, dopo Katharine Hepburn, Bette Davis e Audrey Hepburn. Fu un’attrice dal talento straordinario, ma fu prima di tutto una donna e una mamma. E proprio in quanto tale si portò dietro numerose incertezze e difficoltà legate ai pregiudizi del suo tempo. Uno dei momenti più duri della sua carriera risale al ‘49: stretta in un matrimonio che stava già per naufragare, la Bergman si innamorò di Rossellini. L’anno dopo si sposarono, ma nemmeno il matrimonio servì a placare gli animi di un’America esageratamente puritana e perbenista. Per la stampa la bella attrice diventò un’adultera, e arrivò persino a definirla “apostolo della degradazione di Hollywood”.

Sicuramente il gesto della Bergman fu difficile (in mezzo c’era anche una bambina avuta dal primo marito), ma quello messo a punto fu un tentativo di sabotaggio senza precedenti. E in fondo senza spiegazioni. Chi siamo noi per giudicare? Ma la Bergman riuscì ad andare avanti con dignità e la storia con Rossellini le regalò 3 splendidi figli. Tra questi c’è Isabella che, appresa la notizia dell’omaggio, ha affidato la propria reazione al web: «ci emoziona che il Festival di Cannes abbia scelto la nostra meravigliosa mamma per il suo poster ufficiale nei cento anni della sua nascita. Mamma adorava il suo mestiere di attrice. Per lei recitare non era un lavoro, ma una vocazione».

Una vocazione autentica e sicuramente molto forte dal momento cui la Bergman ebbe la capacità di cambiare ruoli e Paesi adottivi secondo le sue passioni, senza mai perdere la grazia. Senza che la sua recitazione ne risentisse. E senza la paura dello scorrere del tempo. In un’intervista rilasciata a Oriana Fallaci dichiarò: «[…] Io non ho paura di invecchiare. Invecchiare per me è rilassante e stimolante. […] Le vere attrici continuano a recitare fino a un’ora prima di morire». E danno importanti lezioni di vita, verrebbe da aggiungere.

«Icona moderna, donna libera, attrice audace»: il Festival non poteva utilizzare definizione più opportuna. All’interno della manifestazione verrà inoltre proiettato un documentario inedito: In her own words, di Stig Bjorkman. Quale miglior modo per ricordare un’attrice?

Silvia Pozzoli per 9ArtCorsoComo9

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