Palazzo Chigi e la sua bellezza dimenticata

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Il nostro presidente del Consiglio Matteo Renzi ha “aperto le porte” del governo al FAI, rendendo Palazzo Chigi una delle sedi visitabili mediante la fondazione. Palazzo Chigi non è, infatti, solo sede del governo, ma con la sua storia, che risale al sedicesimo secolo, anche uno dei più bei palazzi romani del suo tempo. Grazie alle visite straordinarie indette in occasione della ventitreesima edizione delle Giornate FAI di primavera, sarà possibile scoprirne per la prima volta tutte le bellezze il 21 e 22 di questo marzo.

immagine 3 bLe giornate organizzate dal FAI si propongono, quindi, di far riscoprire il patrimonio artistico-culturale di questo storico edificio, ma non solo: sono più di 700 le visite guidate indette dalla fondazione. Tra gli altri monumenti che, come Palazzo Chigi, saranno ammirabili dai numerosissimi curiosi, si contano la Cattedrale di Matera, chiusa da 15 anni per restauro, la Villa Romana di Casignana, Palazzo Ducale a Sassuolo, o, a Milano, il Grattacielo Pirelli e l’Archivio storico Ricordi. Da non perdere, a Napoli, Villa Rosebery, uno dei principali esempi di neoclassicismo della città e residenza del Presidente della Repubblica.

Nel corso della lunga e poliedrica storia di Palazzo Chigi, che prevede mille passaggi di proprietà e cambiamenti di uso – da residenza delle famiglie più in vista della Roma pontificia a sede stabile dell’ambasciata spagnola, nel seicento – l’attuale sede del governo ha accumulato numerosi reperti di altissimo valore storico-artistico. È il caso dei due globi del XVII secolo posti ai lati della porta che conduce alla Sala del Consiglio, rappresentanti uno il mondo terreno, l’altro il mondo celeste, della ricca decorazione dorata del Salone d’oro, nel piano nobiliare del palazzo, o ancora della pittura muraria settecentesca, riemersa nei recenti restauri degli anni ’90.

immagine 3 aTuttavia, a differenza di altre capitali europee, visitare Palazzo Chigi in veste di semplici turisti non è così scontato: è, infatti, possibile ammirare il palazzo solo previa prenotazione di un’apposita visita guidata, disponibile solo due sabati al mese.

Viene quindi spontaneo domandarsi: perché è così difficoltoso visitare i luoghi dell’arte della nostra politica? Sullo statuto del FAI si legge che “la fondazione si propone di tutelare e valorizzare il patrimonio dimenticato”, ma noi italiani ci siamo veramente dimenticati della bellezza artistica delle nostre istituzioni?

Sarebbe, forse, il caso di ripartire dall’arte e dalla conoscenza del proprio patrimonio culturale, per sentirci tutti un po’ più italiani, ritrovando, riscoprendo e rafforzando il senso di appartenenza al nostro Bel Paese. Ci auguriamo che questa occasione non sia un caso isolato, ma che sia solo la prima di una serie di iniziative che rendano maggiormente accessibili i nostri palazzi istituzionali.

Rosa Cinelli per 9ArtCorsoComo9

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