Zerocalcare al Premio Strega ’15: “Dimentica il mio nome” non sarà più possibile

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Zerocalcare è stato candidato al Premio Strega 2015.

È stato appuntato tra i papabili grazie al suo romanzo a fumetti Dimentica il mio nome (pubblicato da Bao Publishing). Una graphic novel che contiene tutte le caratteristiche tipiche delle storie di Zerocalcare, più qualcosa di nuovo. La storia è sempre ambientata a Rebibbia, il quartiere di Roma in cui l’artista, al secolo Michele Rech, è cresciuto e vissuto. Un quartiere diventato “tristemente” famoso a causa del carcere lì presente.

Il fumettista, riguardo a questo onnipresenza di Rebibbia, ha dichiarato di non avere fantasia in quanto considera le sue storie come scorci di vita e di ambienti reali, veri. Affermazione che a noi comuni mortali, che non sapremmo disegnare niente di più che un bambino stilizzato mano nella mano con una bambina triangolare (e questa rappresenterebbe già l’incipit di una storia), può sembrare un duro colpo all’autostima. Oppure un eccesso di modestia da parte di Zerocalcare. Opinioni discordanti a parte, fatto sta che, da una certa prospettiva, la sua affermazione presenta un senso razionale.

 Che cosa rende speciale questo nuovo romanzo a fumetti? Che cosa rappresenta l’elemento di novità?

Il fatto che l’autore abbia introdotto una nota personale e autobiografica all’intla-copertina-del-nuovo-dimentica-il-mio-nomeerno della vicenda. Infatti l’intreccio è una continua compenetrazione tra realtà e finzione, in cui episodi di vita vera si intrecciano con quella finzionale: la realtà si fa presente attraverso la narrazione della scoperta di un nuovo ramo della sua famiglia dopo la morte della nonna, che stravolge i ricordi e riempie i vuoti della sua infanzia e della sua vita in generale.

È un percorso di iniziazione all’età adulta attraverso nuove scoperte e avvenimenti sconvolgenti.

Il nome di Zerocalcare come candidato al Premio Strega 2015 è stato fatto dalle scrittrici Igiaba Scego e Daria Bignardi e mostra come il fumetto stia sempre più penetrando all’interno dell’idea di letteratura.

Fa piacere la presenza tra i candidati di un’altra storia a fumetti, segno che la narrativa per immagini ha un posto sempre più consolidato nel discorso culturale del nostro Paese così ha dichiarato Caterina Marietti, editore di Bao Publishing.

Il fatto che delle storie a fumetti siano candidate come concorrenti in lizza per il Premio Strega mostra un’importante trasformazione nella mentalità italiana. Si passa dall’associare la parola “fumetto” a Topolino, all’associare lo stesso termine a Zerocalcare.

zerocalcare

Un cambiamento è in atto. Come testimoniato anche dal romanzo a fumetti Maus di Spiegelman Art (pubblicato da Einaudi) che racconta la storia di una famiglia di Ebrei negli anni della Seconda Guerra Mondiale. Ebrei come topi e nazisti come gatti.

Le immagini come canali di trasmissione molto potente e immediata. Dopo un periodo di relativo silenzio stanno tornando in voga. Dappertutto. Non solo sui muri delle città, non solo tramite eventi in cui vengono pubblicizzate. Ora emergono anche dai libri, li impregnano. E non si tratta di libri per bambini, ma di libri per grandi.

L’anno scorso era stato il turno di Gipi (Gianni Pacinotti), candidato al Premio Strega con Unastoria (pubblicato da Coconino Press). Il titolo di questo romanzo a fumetti è scritto tutto attaccato non perché sia un errore ma perché la trama racconta di due storie che si intrecciano senza mai slegarsi, che si fondono l’una con l’altra. Anche Gipi, come Zerocalcare, è un disegnatore.

Anzi, è il maestro di quest’ultimo. Come Cimabue lo era di Giotto.

Chissà mai che questa sia la volta in cui l’allievo superi il maestro e si porti a casa il Premio Strega.

 

Elena Mariani per 9ArtCorsoComo9

 

 

 

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