L’Arabesco di Matisse

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La pittura di Matisse (1869 – 1954) è come il ricamo. Il colore viene intessuto sulla tela a disegnare coloratissimi arabeschi che fungono da struttura e reggono il quadro. Questo nelle sue idee, e ci fa capire quanto siamo distanti da un approccio decorativo. L’ornamento smette di essere accessorio, un dippiù, e si fa fondamento.

Matisse - Zorah on the TerraceTutto ciò viene dall’Oriente, dalla percezione e dal gusto esotico che tra Ottocento e Novecento investe l’Occidente. I colori di Matisse sono quelli del Sud, e con cento opere la mostra Matisse. Arabesque ci permette di farne una scorpacciata e capire che non si tratta solo di favoleggiamenti. Matisse l’Oriente lo conosce davvero: attraverso i reperti nei musei certo, il Louvre su tutti, ma anche viaggi nel 1906 è in Algeria, nel 1910 a Monaco di Baviera visita la mostra di arte maomettana, nel 1911 è a Mosca, nel 1912 in Marocco; Tangeri, la città bianca, lo strega come già aveva fatto con Delacroix.

Matisse non riporta la carne e il dramma ma la linea, l’intreccio, lo spiritualismo. Matisse diventa uno dei rari maestri di natura morta del XX secolo, mediando fra la sua epoca e quelle passate senza perdere mai l’equilibrio, compositivo ovviamente.

A parte una breve fase depressiva, coincidente con lo svolgersi della Grande Guerra, dove i ritratti sono pseudocubisti, dipinti con colori grigi o terrei, Madame Yvonne Landsberg (1914) o l’Italiana (1916), Matisse è il pittore della joie de vivre:  è così che una semplice boccia di Pesci Rossi diventa un capolavoro (1911). Spazialismo, rifrazione, piante tropicali, colori brillanti… e tela nuda. Matisse è perfettamente avanguardista e perfettamente storico. Matisse ama la pittura e l’Oriente ed è riamato, come i bambini col sacchetto dei pesci rossi vinti alle giostre.

INFO:

Matisse. Arabesque

Scuderie del Quirinale

fino al 21 giugno

 http://www.scuderiequirinale.it/Home.aspx

 Veronica Benetello per 9ArtCorsoComo9 

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