Barbie diventerà la nuova Juno?

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Varcata la soglia dei cinquant’anni, Barbie è pronta per un nuovo battesimo: il primo film live action incentrato su di lei e sull’eterno fidanzato Ken. Il curriculum è di tutto rispetto, non c’è che dire. Non solo si presenta come la fashion doll più famosa di sempre, ma anche come protagonista di fotoromanzi e film d’animazione -dalla qualità un po’ scadente-, “musa” speciale per Andy Warhol e persino al centro di una sindrome che porta il suo nome.Diablo Cody 2 Insomma, Barbie è senza dubbio uno dei simboli del XX secolo e della cultura di massa. E ora è pronta per arrivare anche sul grande schermo.

Progetto gestito dalla Sony assieme alla Mattel e annunciato da parecchio tempo, torna ora sotto i riflettori per un annuncio ufficiale che sembra rimescolare le carte in gioco. La sceneggiatura passa dalle mani di Jenny Bicks, all’attivo con serie Tv al femminile come Sex and the City e The big C, a quelle di Diablo Cody. L’ex spogliarellista e blogger insignita a 30 anni dell’Oscar per la sceneggiatura di Juno e autrice anche per quella di Young Adult è stata scelta, come spiega il produttore Walter Parker, perché “l’anticonformismo di Diablo è proprio quello di cui Barbie ha bisogno”.

Sembra inoltre che Cody sia una grande fan della bambola e che in cantiere abbia già parecchie idee per il copione. Questo cambio di direzione sembra tuttavia confermare un trend che interessa da qualche anno a questa parte non solo Barbie, ma in generale tutti i grandi protagonisti della cultura di massa: la necessità di essere ripensati, aggiornati e proposti in una forma nuova per un pubblico nuovo.

Già su queste pagine si è discusso il processo di trasformazione cui la bambola Mattel sta andando incontro e di come venga diversamente interpretata da parte di occhi terzi (leggi qui), ma la volontà dei piani alti di insistere su questo percorso è davvero simbolo di una cesura nella sua storia. Il mondo laccato e di plastica con cui orde di bambine hanno trascorso pomeriggi e pomeriggi di gioco deve ora scontrarsi con quello fatto di carne e ossa. Un passaggio che richiama fortemente quello ad una età Barbie Andy Warholadulta, meno idealizzata e più esposta al dubbio. Barbie è cresciuta nel tempo, il suo percorso va pari passo con quello del genere femminile e della sua evoluzione nella società, per quanto critiche sulla sua tendenza a protrarre stereotipi legati alla donna non siano mai mancate. E Diablo Cody, che con le sue storie di giovani donne del nuovo millennio alle prese con gravidanze indesiderate e crisi di identità è stata eletta araldo del femminismo, sembra una scelta obbligata per essere narratrice della Barbie del 2015. Specialmente per conferirle quelle qualità e caratteristiche proprie della nostra epoca, per darle più realismo e un’identità forte.

Non penso che la pellicola, prevista per il 2016, si presenterà priva di quei tratti da plastic world tanto decantati/scherniti dagli Aqua e che hanno fatto la storia della Bambola. Anzi ne saranno sicuramente elemento portante e centrale: ricordiamoci che sopra ogni cosa Barbie è un prodotto che deve vendere. Ma attorno a questi si svilupperà forse una nuova chiave di lettura, un nuovo punto di vista da cui inquadrare il mito e restituirgli una dimensione nuova ed attuale.

Francesco Zucchetti per 9ArtCorsoComo9

 

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