Manzoni, un grande scrittore tra nevrosi e autoironia

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Il 7 marzo 1785 nasceva Alessandro Manzoni. Mi piacerebbe ricordarlo per alcuni suoi aspetti peculiari e altri poco conosciuti.

Tanto per cominciare era figlio di Giulia Beccaria, figlia del famoso giurista “illuminato” Cesare Beccaria, e di Giovanni Verri. Già, perchè Giulia aveva parecchi amanti e solo suo marito Pietro Manzoni riconobbe Alessandro dopo la nascita. Tuttavia il giovinotto fu piuttosto trascurato. La madre scappò a Parigi con un’amante: il poeta Carlo Imbonati, a cui Alessandro dedicò alcune poesie giovanili, e il padre lasciò il ragazzo in un collegio. Tuttavia era molto promettente e già all’età di 9 anni scriveva poesie che venivano paragonate a quelle del Monti, il quale lo aveva sempre stimato e apprezzato.

Quel ramo del lago di Como…

alessandro_manzoni_ritratto_molteni1Scrivendo “I Promessi Sposi” ha reso famoso il Lario in Italia e nel mondo. Un romanzo particolare che molte volte è stato tradotto nei vari dialetti d’Italia. Ciò ha favorito una certa diffusione territoriale del testo e lo ha reso uno dei più grandi romanzi italiani oltre ad essere uno dei primi testi in prosa ad avere successo.

Dove già libertade è fiorita,

Dove ancor nel segreto matura,

Dove ha lacrime un’alta sventura,

Non c’è cor che non batta per te.

Marzo 1821” mostra come Manzoni fu un grandissimo patriota prima ancora che l’Italia fosse unita. Stimava moltissimo Napoleone perchè vedeva in lui un uomo che poteva unire la nazione e porre fine alle sue divisioni. Ma quando l’imperatore cedette Venezia agli austriaci fu come un colpo al cuore. Tuttavia negli italiani cresceva il desiderio di unire il Paese ed egli credeva che l’Italia doveva sottrarsi dalle altre forze europee. All’Italia non serviva l’aiuto degli altri ma solo la forza degli italiani.

Un dettaglio che pochi sanno è che Alessandro Manzoni soffriva fin da giovane di nevrosi. Aveva, infatti, attacchi di panico soprattutto per le masse d’acqua o le pozzanghere, che gli parevano voragini nel mezzo della strada. Spesso temeva anche i cambiamenti climatici tra caldo e freddo, per questo motivo pesava le maglie intime per vestirsi in modo più adeguato. Manie che gli impedivano di uscire da solo e che preoccupavano la madre. In una lettera scrisse: “… Tutto quello che può cagionargli una forte emozione gli fa tanto male… Oh caro amico se lo vedeste!

Vorrei concludere con un appunto ironico per molti sconosciuto, in modo da salutare Manzoni con un pizzico di allegria. Alessandro era anche balbuziente “Io, la parola la vedo; essa è lì; ma non vuole uscirmi dalla bocca ma era anche uomo intelligente e che spesso faceva autoironia. In una lettera all’amico Bariano scherzava sulla sua balbuzia che lo accompagnava fin da bambino. “Poniamo il caso che io volessi parlare e mi volgessi al presidente per domandargli la parola, il presidente dovrebbe rispondermi: Scusi, onorevole Manzoni, ma a lei la parola io non la posso dare”.

Alessandro Morsillo per 9ArtCorsoComo9

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