Salvini a Roma: si cerca lo scontro, si cerca la pubblicità

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Ormai l’abbiamo capito tutti, quando manca la sostanza bisogna inventarsi qualcosa. E questo l’ha capito benissimo anche l’artefice numero uno dei più grandi caos mediatici Made in Italy, dagli ultimi mesi ad oggi. Anche se chiunque ha già capito di chi stiamo parlando, all’anagrafe fa: Matteo Salvini (leader di Lega Nord)L’ultima trovata è quella di andare ad espugnare il Sud Italia. Avrà pensato che qualche voto in più non potrà far che bene, visto che lui il suo Carroccio vuole gareggiare da solo. Al diavolo quindi tutte quelle propagande contro i “terroni” che tanto il verde partito aveva fomentato. Nell’intento è riuscito in pieno. Qualche mese fa, contro il campo di accoglienza romano di Tor Sapienza, scese nella capitale perfino Borghezio. Oggi, 28 febbraio, si replica e gli scontri sono iniziati già ieri. 

Il tutto si svolgerà a Piazza del Popolo e si è già a conoscenza di chi si contrapporrà. Protagonisti della protesta saranno sicuramente il corteo dei centri sociali e dell’estrema sinistra. In più ci saranno 3 mila uomini delle forze dell’ordine schierati. Ma tutto ciò al leader del Carroccio non desta alcuna preoccupazione, anzi. «È tutto confermato, anzi di più. La risposta deve essere compatta, pacifica e determinata. Non possono essere quattro squadristi a decidere chi manifesta e chi no». Quell’anzi è sostanziale. Quell’anzi, detto per inciso e conclusivo, vuole dire tutto. Un anzi che sta per “anzi meglio”. Meglio sì, per lui ovviamente. Se ci saranno scontri ci sarà notizia e quindi audience e quindi pubblicità. Se ci scappa un ferito si potrà cavalcare l’onda come si fece al campo rom bolognese, situazione in cui fu aggredito e gli distrussero la macchimat2na. Ma non è finita di qua. In Piazza del Popolo ci sarà una ben più variegata gente di quella tradizionalmente padana. Ci saranno infatti i militanti di Casapound, movimento neonazista, ci sarà Marine Le Pen che ha già registrato un video-messaggio che sarà trasmesso dai maxi-schermi. E oltre alle bandiere verdi ne sventoleranno anche altre di altri colori. Per esempio quelle bianche-rosse-blu, le bandiere della Russia di Putin, portate dalle associazioni russe che sono in Italia perché “Noi – rivendicano i leghisti – siamo gli unici che si sono battuti contro le sanzioni”.

Facile prevedere scontri e tafferugli, triste essere certi che tutti quei disordini saranno sfruttati ad hoc. Il gioco di Salvini è un gioco pericoloso, ma a lui sembra servire e anche un po’ divertire. Se solo la stupidità umana fosse più limitata. Immaginatevi se nessuno muovesse un dito e lui, anzi loro, rimanessero nel pieno della loro solitudine. Come potrebbero sentirsi?

Sergio Zuppiroli 9ArtCorsoComo9

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