Caffè letterario made in sud. Cosa c’è di strano?

0 537

Cos’è un caffè letterario? Non esistono regole precise che identifichino questo luogo. Probabilmente tutti noi ne abbiamo un’idea vaga, un’immagine ideale, indefinita.

Per fare chiarezza, guardiamoci indietro. La storia insegna. In origine – o comunque, all’origine dei tempi moderni- fu il caffè illuminista. Luogo di ritrovo di intellettuali innovatori, desiderosi di destare le menti assopite e di attivisti politici. Nel secolo successivo l’immagine muta. Ambiente bohemièn, polo di caffè2attrazione per artisti squattrinati. Alcuni, poveri diavoli fradici di assenzio, altri scrittori che, ispirati dal clima che vi si respirava, composero qui opere che divennero poi vere e proprie pietre miliari della letteratura. Oggi, nelle nostre città, probabilmente il luogo più simile a un caffè letterario è una sorta di Starbucks, meno commerciale, ma pieno di persone che leggono o scrivono a computer. Immancabili i beveroni (o caffè americani,  per darsi un certo tono.  Insomma, un qualsiasi bar vicino all’università con wi-fi gratis ne incarna bene l’esempio.

A Taranto, però, succede qualcosa di  diverso. Nasce il Caffè Letterario – Cibo per la mente. Un Caffè, sì, ma con un approccio speciale. Innanzitutto, come suggerisce il nome del locale, c’è un elemento fondamentale: il cibo. Calamita di attrazione per i golosi, è il presupposto di ogni evento che si rispetti. In questo caso, però, si intende anche un altro tipo di nutrimento, realizzato attraverso la creazione di serate particolari. Le  presentazioni di libri si trasformano in veri e propri eventi. Rievocazioni culturali che vogliono ricreare l’ambiente e le emozioni suscitate da quel testo, attraverso l’aiuto di diverse arti, dalla fotografia alla pittura, al design.

L’obiettivo è quello di diffondere il più possibile la cultura, coinvolgendo anche chi non ne è attratto, facendogli vivere la letteratura. Vivere le pagine dei libri. Giocarci, per divertirsi, condividere e arricchirsi. Un ruolo importantissimo, soprattutto se si vuole fornire “cibo per la mente”.

Sonia Lorini per 9ArtCorsoComo9

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.