In Giappone vince il Flip-phone

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WhatsApp annuncia che ogni giorno ci sono più di 64 miliardi di messaggi tra inviati e ricevuti (impressionante davvero). È la conferma che più o meno siamo tutti perennemente online e connessi con i nostri Smartphone. Il mondo moderno sta diventando una rete gigantesca a comunicazione istantanea, ma c’è chi preferisce una certa semplicità e la possibilità di “chiudere” letteralmente il telefono dopo aver finito di usarlo. Allora ecco che gli obsoleti Flip-phone registrano un certo aumento delle vendite rispetto ai più moderni fratelli iper-tecnologici.

celulares-japoneses-sharp-toshiba È una notizia che arriva direttamente dal Giappone, dove le vendite degli Smartphone hanno registrato un calo del 5,3%, mentre i Flip-phone un aumento delle vendite del 5,7% mantenendo certa popolarità.

Perché i giapponesi li preferiscono?

Innanzitutto il basso costo, che sicuramente influisce sul loro acquisto. Tuttavia non bisogna pensare a questi come a telefoni vecchi, con lo schermo chiudibile e con una limitata possibilità di utilizzo che si limita a chiamate e sms. I Flip-phone col tempo si sono evoluti, pur mantenendo la loro forma e gli standard tradizionali di semplicità. Oggi possono navigare sul web, inviare email e garantire una certa connettività. Sono dispositivi che sicuramente non hanno una grande capacità di navigazione e non possono usare le app, ma di certo possono evitare di rimanere isolati dal mondo e dalla comunicazione web.

Da considerare è anche la durata della batteria, perché come si dice uno Smartphone “basta guardarlo” per scaricarlo. Invece le batterie dei vecchi telefonini durano tutta la giornata senza problemi. Infine il punto di rottura, per il quale basti pensare al famoso Nokia 3310 meglio conosciuto come l’ “indistruttibile”. Uno Smartphone invece ha il grandissimo terrore dello schermo rotto dopo la prima caduta come ha sperimentato il primo sfortunatissimo acquirente australiano dell’Iphone 6.

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 Oltre ad avere qualcosa di molto più versatile e semplice tra le mani, è un mezzo che evita di “isolarsi” dalla realtà perché chi lo acquista di fatto smette di passare le ore attaccato allo schermo del telefonino in chat o giocando e se vogliamo mette fine a quella “dipendenza da cellulare” di cui oggi si sente spesso parlare. A tal proposito, recentemente la dottoressa Michela Romano- psicologa e psicoterapeuta del Centro Medico Santagostino di Milano- ha suddiviso questa dipendenza in cinque casi tipo:

    ⁃      dipendenza da sms;

    ⁃      dipendenza dall’ultimo modello;

    ⁃      esibizionismo (nel senso di avere un telefonino con un design unico);

    ⁃      giocatori accaniti dai videogiochi;

    ⁃      sindrome da cellulare acceso.

Tutti questi casi contribuiscono alla perdita delle capacità di relazionarsi verbalmente e problemi sul lavoro oppure la perdita del sonno.

 In breve, il Giappone e la scelta economica, pratica ma anche salutare.

Alessandro Morsillo per 9ArtCorsoComo9

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