Indagine all’Ikea. Perfetto manuale per il lancio di un nuovo thriller

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Prendiamo un nuovo libro in uscita, un mega store nell’hinterland milanese, un arredamento che riproduce quello tipico del moderno nord Europa e una caccia al tesoro. Mischiamo gli elementi e otteniamo quanto è successo a fine gennaio all’Ikea di Carugate. Parlo della presentazione del nuovo libro della coppia di scrittori conosciuta con lo pseudonimo Lars Kepler. Se state pensando a una classica conferenza, con autori seduti e microfonati da un lato e gli spettatori schiacciati su seggioline nel lato opposto della sala, vi sbagliate di grosso. L’evento è stato assolutamente geniale.

Lars kepler 2Per il lancio del thriller Nella mente dell’Ipnotista, hanno dato vita a una sorta di indagine che che il pubblico doveva svolgere, cercando indizi tra i mobili e gli spazi del mega store. Chi risolveva il caso, incontrava gli autori. Seguivano, poi, autografi e foto di rito.

È un segnale di come, anche l’editoria, un settore un po’ bloccato in Italia, possa riscattarsi, inventando e creando un nuovo modo di incuriosire i lettori. Sicuramente ci sarà chi avrà un’opinione diversa dalla mia, chi pensa che sia stato solo un gioco volto a dare notorietà, a livello mediatico e non solo, sia al libro che alla casa editrice. In realtà credo che questo sia un modo per ingolosire di cultura le persone. Per stuzzicarle e intrigarle. La cultura è varia, ha un sacco di sfumature. Se qualcuno le si avvicina in maniera alternativa, cosa ci interessa? Ha comunque deciso di leggere un libro!

È ora di abbandonare certi atteggiamenti un po’ hipster che tanto mi ricordano quegli degli intellettuali dell’Ottocento, contro la cultura di massa e ai prodotti letterari di scarso valore (a loro dire) volti a questo nuovo tipo di pubblico. Mentre loro, protettori della vera arte, si dedicavano alla produzione di testi complessi, che li allontanassero da tutto quello che noi oggi chiameremmo “commerciale”.

Siamo nel 2015, il sapere è alla portata di tutti grazie a Wikipedia e a i social, che spammano articoli sulle nostre bacheche Facebook ogni minuto. Nonostante ciò, non si riesce mai a diffonderlo abbastanza. Iniziative che riescono a coinvolgere e avvicinare più persone possibile alla lettura (come in questo caso) sono solo da valorizzare e replicare. Saper fare cultura, vuol dire essere in grado di farla apprezzare anche al più burino dei nostri conoscenti. Non si sa mai che migliori.

Sonia Lorini per 9ArtCorsoComo9

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