Cultura da ardere, il posto dei libri

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Il 29 gennaio una delle biblioteche più fornite della capitale russa fondata nel 1918 a seguito della rivoluzione bolscevica ha preso fuoco, mettendo a rischio i milioni di volumi sulle scienze sociali e i manoscritti originali in lingua slava contenuti al suo interno. Fortunatamente, soltanto il 15% dei volumi è andato distrutto: si tratta di una quantità limitata ma comunque ingente, dato che non tutti i volumi erano già stati digitalizzati. Le fiamme si sono propagate per circa due chilometri quadrati e gli oltre duecento pompieri hanno lavorato per 17 ore per spegnere l’incendio. Quando il fuoco è stato spento è calata di nuovo la notte e con questa è giunta la comunicazione che la biblioteca rimarrà chiusa a lungo. Si dibatte ora se sia meglio spostare i volumi oppure effettuare una ristrutturazione dell’edificio.
Chissà cosa direbbero, scrittori russi del calibro di Solženicyn o Bulgakov, se avessero assistito a un avvenimento simile. Cosa c’è di peggiore di vedere il proprio patrimonio nazionale andare letteralmente in fumo? L’incendio moscovita apre la porta a mille domande riguardanti la preservazione della cultura;  se con thesaurus (dal greco θησαυρός=tesoreria) intendiamo ogni creazione umana che viene sottratta all’oblio diventando libro, oggetto d’arte, siamo sicuri che la stiamo preservando nella maniera giusta? Le biblioteche, i musei, sono conservati accuratamente nella società odierna?

Dostoevskij_1872
Dostoevskij
Gogol
Gogol

A partire dalla disposizione, penso che ogni singolo volume, soprattutto per quanto riguarda opere riconducibili a una letteratura nazionale, debba avere il suo posto ben definito all’interno di una libreria. I libri vengono catalogati in ordine alfabetico probabilmente per una ragione strettamente burocratica. Se invece le biblioteche fossero divise in modo tematico? Se un bibliotecario dovesse, in nome della sua cultura personale e della sua passione per i libri, risistemare un’intera biblioteca, cosa succederebbe? Immagino grandi stanze con il caminetto accesso e sugli scaffali I demoni di Dostoevskij, e mi chiedo: Guerra e Pace  opera prima di Lev Tolstoj- si troverebbe nello scompartimento dedicato alla guerra, in un sontuoso salotto zarista oppure in una stanza dedicata ai romanzi d’amore?

Quale stanza potrebbe essere adatta a ospitare il classico Lolita? Il capolavoro Nabokoviano potrebbe convivere nella stessa stanza con Anna Karenina? o dovrebbero dedicargli un apposito spazio, magari una stanzetta rossa con poltroncine di raso bordeaux e abat-jour di pizzo? E in quale stanza collocare
La prospettiva Nevskij di Gogol? Chiaramente non assieme alle Notti Bianche. Due autori, questi, così distanti però, in fin dei conti, non parlano entrambi del vuoto tra il mondo reale e il mondo del sogno? Aggirarsi increduli nella prospettiva Nevskij non è stato, per noi lettori, un po’ come uscire nella madreperlacea Pietroburgo per recarsi al cospetto di Nasten’ka?

Sylvie Contoz per 9ArtCorsoComo9

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