Amina mostra il suo: quando un corpo femminile diventa un libro

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“Corpo di pelle, di muschio, di latte avido e fermo.

Ah le coppe del seno!

Ah gli occhi d’assenza! Ah le rose del pube!

Ah la tua voce lenta e triste!

Corpo della mia donna, resterò nella tua grazia”.

  DaCorpo di donna, P. Neruda.

 

amina 2Il corpo femminile. Sinuosità, armonia, mistero, origine della vita. Il corpo femminile. Celebrato nei secoli, nel mondo dell’ arte e della letteratura. Quadri, poesie, rime, dedicate alla sua glorificazione. Il corpo femminile. Oggi strumento di provocazione.

Amina Sboui, Tunisi, 2013. Una ragazza nata e cresciuta in un paese ed in una famiglia musulmana, va controcorrente. Fuma, non prega, beve birra, si informa sul mondo, diventa una Femen. Un giorno pubblica su Facebook una sua foto a seno nudo con scritto Il mio corpo mi appartiene.

Amina si trasforma, in poche ore, nell’icona e nel simbolo dell’ emancipazione delle donne islamiche. Superfluo dire che, un atto del genere in un paese musulmano, ha avuto non poche conseguenze. Lei ha deciso di raccontarle e raccoglierle in un libro che ha come titolo proprio quella frase che si era scritta sul seno con l’inchiostro di un pennarello.

C’è da dire che femminismo e nudità vanno a braccetto dagli anni settanta, periodo in cui questo movimento si afferma in tutto l’ Occidente. Usare il proprio corpo, elemento di attrazione da parte del mondo maschile, come bandiera dei soprusi che esso, sfortunatamente, è spesso costretto a subire, è un’idea un po’ inflazionata, ma sempre funzionante. Sintetizzano bene quello a cui mi riferisco le performance di Susan Lacy, femminista che dagli anni settanta in poi porta in scena rappresentazioni volte a smuovere l’opinione pubblica nei confronti di tematiche sociali come lo stupro e il femminicidio (termine di cui, ancora oggi, sentiamo spesso parlare).

Sono passati quarant’ anni e la situazione si sta lentamente smuovendo. Ci sono paesi in cui le cose vanno più veloci, altri dove il cambiamento è un po’ più difficile. La battaglia per la parità dei diritti è lunga e, anche in Italia, dobbiamo andare avanti. La donna è ancora il sesso debole.

 

Fragile, opulenta donna, matrice del paradiso
sei un granello di colpa
anche agli occhi di Dio
malgrado le tue sante guerre
per l´emancipazione.
Spaccarono la tua bellezza
e rimane uno scheletro d´amore
che però grida ancora vendetta

e soltanto tu riesci
ancora a piangere […]

 Merini, A tutte le donne

Sonia Lorini per 9ArtCorsoComo9

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