Xi Jinping – Immagini blande per uomini forti

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Suppongo che gli analisti politici provino brividi di entusiasmo quando intravedono, nel leader di una qualche potenza, tratti caratteriali che permettano di fare ghiotte diagnosi.

Una settimana fa è stato caricato sul sito del Ministero della Difesa cinese un ciclo di dipinti ad olio raffiguranti l’esemplare gioventù del presidente Xi Jinping, ventenne negli ultimi anni dXi Jinping #4i vita del Grande Timoniere Mao; altre tele sono dedicate a particolari momenti in cui la sua public persona rifulge con piena dignità e vigore: in una appare monolitico come un manichino mentre elogia un gruppo di giovani musicisti carini e pettinati; in un’altra – forse la più indicativa, visto che Xi è appassionatissimo di calcio e vuole instillare il germe della competitività nel suo popolo anche in questo ambito – è infagottato in un enorme cappotto che però non lo intralcia mentre assesta una pedata a un pallone, mandando in visibilio una folla indifferenziata e longilinea che sventola bandiere rosse.

Gli analisti a cui accennavo in partenza hanno scoccato la frecciata che forse avevano già incoccato da qualche tempo: Xi Jinping vuole affermare un culto della personalità nella miglior tradizione del Partito Popolare, distinguendosi dai propri scoloriti predecessori Jiang Zemin e Hu Jintau, i quali non hanno lasciato trapelare la propria vanità in ambito figurativo.

Ignoro fino a che punto si sia spinto il suddetto (presunto) culto al di là di queste tele banalucce; quel che è certo è che i “santi” in cerca di consenso, dal Novecento in poi, scelgono sempre lo stesso repertorio di immagini, fastidiosamente antologiche; se si servono della pittura piuttosto che della fotografia (i ritratti di Xi Jinping riprendono invariabilmente scatti più o meno ufficiali), anche lo stile è smaccatamente immutabile: colori modesti e gentili che ammorbidiscono l’univocità del messaggio, figure morbide ed essenziali e un uso didascalico della prospettiva, con un punto di fuga che coincide di default con la testa del Caro Leader, tendenzialmente più luminosa di quelle dei suoi gregari e sottoposti.

Permettetemi di ampliare il discorso con dei rapidi settenari:Xi Jinping #3

L’aureola si è persa 

ma il furbo imbrattatele 

sul Caro Leader versa, 

con trucchi e con cautele,

l’alone rarefatto

del santo di Partito,

gioviale ed artefatto 

dal passo assai spedito,

che ciarla con le vecchie, Xi Jinping #2

spupazza un cagnolino,

che presta le sue orecchie

al mite popolino,

nell’aria laboriosa 

dei posti più sfigati

che l’epica industriosa 

vuol far sembrar fatati,

in un’indigestione 

di gioia, affiatamentoXi Jinping #5

e calda approvazione

in incessante aumento

per chi fraternamente

determina le sorti

e che paternamente

sa quando e cosa importi

tra Grandi Marce e Balzi,

compagno e timoniere

che, scalzo tra gli scalzi,

con calci nel sedere

mirati e giudiziosi

sospinge il macchinario,

perché non si riposi,

d’un popol miliardario:

benevolo è il suo volto,

ispira abnegazione

nel lindo stile stolto

di ognuna illustrazione.

Andrea Lohengrin Meroni per 9ArtCorsoComo9

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