Neruda e la riapertura dell’indagine: perché?

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Immediatamente dopo il bombardamento aereo entrarono in azione i carri armati, molti carri armati, a lottare intrepidamente contro un sol uomo: il presidente della repubblica del Cile, Salvator Allende, che li aspettava nel suo ufficio, senz’altra compagnie che il suo grande cuore, avvolto dal fumo e dalle fiamme. Dovevano approfittare di un’occasione così bella. Bisognava mitragliarlo perché non si sarebbe mai dimesso dalla sua carica.

Queste sono le parole di Ricardo Eliezer Neftalí Reyes Basoalto, Pablo Neruda, che nell’ultimo capitolo delle sue memorie, Confieso que he vivido parla del governo dell’amico Salvador Allende, e di come quest’ultimo è stato spodestato e ucciso dal colpo di stato militare dell’11 settembre 1973, guidato dal generale Augusto Pinochet.Pablo Neruda

Mentre scriveva queste parole il Poeta cileno non sapeva che dieci giorni dopo sarebbe morto anche lui. Il 23 settembre 1973 nella clinica Santa Maria di Santiago ne è infatti stato dichiarato il decesso, causa: tumore alla prostata.

Questa, però, non è una spiegazione convincente per chi gli è stato vicino fino alla fine, o quasi. Il suo autista Manuel Araya, infatti, ha da subito denunciato delle stranezze, come il fatto che il poeta stesse bene fino al giorno stesso, e che qualcosa ha improvvisamente accelerato il peggiorarsi delle sue condizioni, forse un’iniezione letale. Ad avvalorare la sua ipotesi, oltre alle parole dello stesso Neruda che, come Araya afferma nell’intervista rilasciata ad “Assemblea teatro” nel 2007, aveva detto a lui e alla moglie che un medico era entrato nella sua stanza a fargli un’iniezione, c’è il mistero della medicina che il medico del poeta ha mandato Araya a prendere. Mistero perché a detta del dottore la medicina sarebbe stata reperibile solo in una farmacia periferica, e perché dopo quel viaggio Manuel Araya non vedrà più quello che era ormai diventato un amico. Durante il tragitto dalla clinica alla farmacia indicata dal medico, infatti, due macchine bloccano la sua auto e l’autista viene prima portato in commissariato e poi nella prigione all’aria aperta del governo di Pinochet, lo Stadio Nazionale.

pinochetsalutePer questi motivi, già l’8 aprile 2013 la salma di Neruda era stata riesumata, ma dalle analisi cliniche non è emerso nient’altro che la causa di decesso già affermata alla sua morte. Tuttavia le pressioni da parte dei nipoti di Neruda e dello stesso Partito Comunista Cileno, a cui il poeta era iscritto e della cui ideologia era fermamente convinto, hanno portato alla riapertura dell’indagine con nuovi esami scientifici.

Pablo Neruda il giorno dopo la sua morte sarebbe dovuto partire per il Messico, da dove avrebbe potuto fare una forte opposizione al governo di Pinochet. Quell’aereo non lo prese mai. La dittatura di Pinochet fece più di 40.000 vittime e 600.000 sequestri, la riapertura del caso del Poeta insignito nel 1971 del Nobel per la letteratura ci porterà a capire se tra i nomi conosciuti ci sarà anche il suo.

Nixon, Frei e Pinochet

fino ad oggi, fino a questo amaro

mese di settembre

dell’anno 1973,

con Bordaberry, Garrastazu e Banzer,

iene voraci

della nostra storia, roditori

delle bandiere conquistate

con tanto sangue e tanto fuoco,

impantanati nei loro orticelli,

predatori infernali,

satrapi mille volte venduti

e traditori, eccitati

dai lupi di New York,

macchine affamate di sofferenze,

macchiate dal sacrificio

dei loro popoli martirizzati,

mercanti prostitute

del pane e dell’aria d’America,

fogne, boia, branco

di cacicchi di lupanare,

senza altra legge che la tortura

e la fame frustrata del popolo.

 

Valentina Marasco per 9ArtCorsoComo9

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