Il contenuto di una biblioteca nei ghiacci

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A dieci anni dall’inaugurazione della biblioteca dedicata agli scienziati della stazione Neumayer, nell’Antartide, il suo contenuto rimane un’incognita. Come dichiarato dal suo ideatore, l’artista e scultore Lutz Fritsch, “ogni libro è un regalo personale ai ricercatori in letargo nella stazione”.

Mi chiedo con un interesse particolare quali possano essere i libri contenuti nel container in acciaio verde di poco più di trenta metri quadrati volutamente posizionato in mezzo al nulla.Bibliothek im Eis

Immagino di essere un ricercatore, di trascorrere quindici mesi in una stazione di ricerca nel mezzo di un’infinita distesa di ghiaccio, lontana dal caos, dalle città ma anche dalla cultura, dalla civiltà. Esco dalla stazione per percorrere nella bufera i 100 metri che mi separano da quello scatolone verde denso di umanità. Cosa desidero trovare all’interno?

Mi vedo mentre mi libero del pesante abbigliamento invernale e indosso le pantofole in dotazione all’interno della piccola stanza. Cammino lungo le pareti della biblioteca, sfioro con le dita ancora intorpidite per il freddo i dorsi dei volumi ordinatamente riposti sugli scaffali di ciliegio lungo il perimetro della costruzione. Penso che per la prima volta non è l’atmosfera polare ad essere contenuta in un libro, a fare da sfondo a vicende umane, ma diventa contenitore, questo luogo così isolato e inospitale diventa rifugio per volumi che provengono da ogni angolo del pianeta.

Ricordo i lunghi inverni accanto al caminetto acceso a leggere i racconti di Jack London, Frankenstein di Mary Shelley o Nel Bianco di Simona Vinci; i pomeriggi estivi dedicati alla lettura dei romanzi di Isabelle Allende ambientati nella foresta amazzonica e i racconti di viaggio.
Mi chiedo se i volumi che ho di fronte raccontino storie di neve, come i libri di Mauro Corona, oppure storie di altri luoghi, altre atmosfere, colori che a causa del grande bianco i ricercatori ricordano più cangianti di ciò che sono in realtà, che rimpiangono con la stessa forza del verde degli alberi e dell’arancione di un tramonto sul mare.

Sylvie Contoz per 9ArtCorsoComo9

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