Una scuola per ragazzi gay a Manchester

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Una scuola per ragazzi omosessuali. Se fossimo in Italia potrebbe sembrare tranquillamente un’iniziativa di Maroni. Le finalità non sarebbero nobili, ma indirizzate a ghettizzare il diverso e a difendere la Englandsacralità della cosiddetta famiglia tradizionale. Per fortuna siamo in Inghilterra, e l’idea nasce con le migliori intenzioni: non una sparata dei partiti di destra, ma un tentativo di integrazione promosso dall’associazione LGBT di Manchester.

La notizia circola in rete da qualche giorno, ma è stata spesso presentata in maniera errata e superficiale. Il progetto non prevede la costruzione di un istituto scolastico esclusivamente dedicato a lesbiche, gay, bisessuali e transgender, ma la ristrutturazione di un edificio preesistente e la sua trasformazione in centro polifunzionale. L’associazione LGBT, presente in città da 26 anni, ha infatti ricevuto un finanziamento di 63mila sterline che intende utilizzare per supportare al meglio la propria comunità: il nuovo stabile ospiterà corsi di formazione, spazi destinati all’incontro, uffici per l’assistenza legale e una biblioteca con libri e riviste pubblicate dalla stessa comunità LGBT. Scritta apparsa di recente sul muro di un istituto romanoSolo in seguito, se i ragazzi lo vorranno e lo riterranno opportuno, verrà inclusa una scuola aperta a tutti. Non un’enclave esclusiva quindi, ma un istituto in cui il confronto ha davvero la priorità.

L’idea non nasce con fini discriminatori, ma si spera comunque che i ragazzi non sentano il bisogno di metterla in pratica. Significherebbe allontanarsi dalla società, ammettendo la sconfitta. La vera integrazione non passa quindi per queste vie, ma si prefigge di aiutare coloro che si dimostrano omofobi ad accettare la diversità e l’amore in tutte le sue forme. La migliore scuola LGBT sarà quella in cui ogni ragazzo potrà sentirsi libero di esprimere la propria sessualità senza paura di essere umiliato.

Mentre in Inghilterra si discute di educazione giovanile, in Italia stiamo ancora decidendo se sia giusto o meno concedere il lavoro e la patente alle persone gay. Il noto avvocato Carlo Taormina è stato recentemente condannato a pagare 10mila euro per aver dichiarato in una trasmissione radiofonica che non avrebbe mai assunto omosessuali nel suo studio legale, mentre in un altro caso la Cassazione ha riconosciuto un risarcimento a un ragazzo a cui era stata tolta la patente per “disturbo dell’identità sessuale”. Siamo anni luce indietro, ma almeno anche da noi si fanno piccoli passi per progredire.

Silvia Pozzoli per 9ArtCorsoComo9

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