La democrazia è compatibile con l’essere umano?

0 797

La morte dei 43 studenti messicani è ormai una certezza. Una macabra vicenda di cronaca nera che ha letteralmente sconvolto ogni cittadino onesto. Non solo per i numeri ma per movente e mandanti. Il primo pensiero è infatti quello di una temporanea “morte della democrazia”. Con la “certezza giuridica” della magistratura messicana inoltre siamo tutti un po’ morti dentro. Queste prove si hanno dopo lunghe indagini e diverse confessioni dei leader dei sicari del gruppo di narcotrafficanti arrestati: i Guerreros Unidos. C’è ancora tanto fumo sulla vicenda però, l’unica sicurezza a riguardo è il tipo di morte. Bruciati e gettati nel fiume quando diventati solo cenere, secondo quanto rivela il Procuratore generale della repubblica messicana, Jesùs Murillo Karam.

Una torbida quanto angosciante notizia di cronaca nera criminale se non fosse per i mandanti. I mandanti vestiti di incarichi istituzionali, fanno sprofondare nella vergogna tutto il sistema su cui il pianeta terra (“evoluto”) si basa. La versione ufficiale narra, infatti, di una vera propria consegna dei 43 studenti dalla polizia ai narcotrafficanti, su ordine però del Sindaco José Luis Abarca sposato con Marìa de los Angeles Pineda, imparentata con alti esponenti del cartello in questione. Moglie che avrebbe dovuto parlare ad un evento pubblico a Iguala, città dove Abarca era in carica. Da qui la paura che quell’evento potesse essere turbato dall’arrivo di quegli studenti in protesta per i tagli al proprio ateneo. Ora all’ex sindaco è stato spiccato un mandato di arresto, che si estende anche alla moglie e ad altre 44 persone. Alla gente comune invece rimane solo collera che riempie animi di incertezza e paura. Un crimine così vergognoso perpetrato dall’interno, dalle istituzioni e dalle sue potenti braccia armate. Un piccolo olocausto di una gravità enorme.

La situazione è tragica, ma non solo in Messico. La deriva anti democratica che ha pervaso le istituzioni occidentali, e non, è irrefrenabile. L’apice di quello che può accadere è proprio quello che si è visto a Iguala. Dal secondo dopo guerra ad oggi le cose non sono andate proprio come dovevano andare. Lo spirito protezionista e garantista nei confronti delle popolazioni ha presto lasciato spazio a tutele sempre maggiori più indirizzate però a capitali e organizzazioni sovrastatali. E’ stato un spogliare di autorità ogni piccolo cittadino dall’interno. I giochi di potere che abbiamodemo2 subito, con le ovvie relatività del caso s’intende, in Italia, o che hanno subito anche in Grecia, Spagna ne sono altri esempi. Ma non solo i paesi del Mediterraneo, basti pensare alla crisi americana del 2008 che ha visto decine di persone in totale crisi senza casa ne lavoro, e un Presidente (Obama) far piovere 750 miliardi di dollari dall’alto. Non verso la popolazione ovviamente, ma verso le stesse banche e multinazionali responsabili di tutto ciò. Non si è chiesta poi un’assunzione di responsabilità a questi boia economici, ma solo una manata di bianco per creare un nuovo foglio dove iniziare nuovamente e peggio di prima.

E’ per questo che ad oggi viene da chiedersi se la democrazia sia effettivamente compatibile con il genere umano. Nel nostro piccolo siamo costante esempio di scempio istituzionale. Un Renzi che ordina ai suoi di votare scheda bianca per le prime 3 votazioni è solo il punto finale. Il Bypassare le regole per far la propria volontà. Il ricordare che sì, tu li hai votati, ma loro pensano ai propri interessi e tu, fino alle prossime elezioni, non vali di certo la candela. Difficile pensare a come poterne uscire, se si parla di democrazia tutti d’accordo: unica possibilità. Se poi ti fermi a riflettere, le cose cambiano. In Messico è successo l’irreparabile, ma noi siamo stati spettatori di drammi come Cucchi, che nella stessa proporzione ci rigetta nell’oblio del dubbio. Quanto conviene a noi cittadini investire di potere (che poi diventa di decidere sulla nostra vita/morte) altre persone. Quanta sicurezza ci dà questo sistema che protegge corrotti e pedofili dietro le sbarre, garantendo loro cibo e un posto caldo dove stare, mentre brava gente comune si rifugia alla Caritas pur di mangiare qualcosa di caldo e poi vivere sotto i ponti, al freddo. Non è retorica, è la realtà dei fatti. I greci ci avevano visto lungo, si andava nell’Agorà e si decideva tutti insieme: ma oggi siamo troppi per farlo giusto?

Sergio Zuppiroli per 9ArtCorsoComo9

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.