Tribute Band, quando le cover sono arte

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Per chi inizia a suonare uno strumento, la prima cosa naturale da fare è ispirarsi ad un proprio mito. È un impulso che viene in automatico, proprio perché probabilmente si inizia a suonare per diventare come il proprio idolo. C’è chi si spinge oltre e decide di diventare il proprio idolo, queste sono le tribute band. Band che imitano in tutto il gruppo di riferimento. 440636Con il passare degli anni il fenomeno si è reso più complesso ed oggi possiamo trovare dei casi decisamente curiosi.

 

Il fenomeno diventa celebre cinquant’anni fa. Con l’emergere dei Beatles, iniziano ad emergere le band che si ispirano al loro sound. Gli americani The Buggs vengono considerati la prima tribute band della storia con il disco The Beetle Beat. L’album ripropone quattro canzoni dei Beatles oltre alla copertina chiaramente ispirata all’album With the Beatles. Probabilmente più antiche sono le origini degli imitatori di Elvis Presley, risalenti addirittura agli anni ’50. Nel 1954, anno del primo grande successo di Presley, troviamo la figura di Carl Nelson, primo imitatore del Re. La particolarità di questo personaggio è che riuscii a suonare con Elvis in un concerto.

 

Casi simili non sono rari ai giorni nostri. Uno dei più singolari è quello di Tim Owens. Cantante dei British Steel, tribute band dei Judas Priest, finii per cantarebeatallica-4ffe62903d7a7 con il gruppo originale e diventarne il frontman per sette anni. Altra storia curiosa è quella degli Australian Pink Floyd Show. La tribute band venne contattata da David Gilmour per il suo cinquantesimo compleanno. Parlando dei Dream Zeppelin, elogiati in più di un’occasione da Robert Plant, sfatiamo un mito delle tribute band: non sono solo dei copioni. Infatti ci sono moltissimi gruppi che reinventano le band originali. I Dream Zeppellin infatti omaggiano i Led Zeppellin con sonorità reggae.

 

Non sono l’unico caso, come ci dimostrano i Beatallica, forse l’esempio più bizzarro. Infatti questa tribute band non è altro che un miscuglio tra Beatles e Metallica. Un risultato incredibile che lascia sbigottiti per come il contaminamento di due generi, se non addirittura stili di vita, diversi possano comunque regalare dei risultati eccellenti. Il fenomeno delle tribute band quindi non è solo copia o plagio, come qualcuno cerca di dimostrare, ma anche voglia di sperimentare modificando i grandi miti. Un fenomeno in continua evoluzione che è pronto a regalarci nuove soddisfazioni. E chissà se in qualche tribute band di oggi ci sia uno dei prossimi gruppi di successo del 2015.

 

Lorenzo Allamprese per 9ArtCorsoComo9

 

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