Le catene della società con John Holcroft

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In tempo di crisi e cambiamenti, in cui non si parla d’altro che di disoccupazione, precariato e riforma del lavoro, pardon, “Jobs Act”, molte sono le reazioni: tra gli speranzosi che si affidano al nuovo progetto e gli scettici che scendono in piazza a manifestare, c’è anche chi dà voce al proprio punto di vista, ma senza proferir parola. Questa è la linea guida seguita da John Holcroft, brillante artista britannico, che nelle sue opere denuncia le innumerevoli piaghe della nostra società: dai disturbi alimentari e l’ossessione per il corpo alla vita sedentaria ed oziosa. Degno di nota è sicuramente lo spazio dedicato al tema del lavoro.

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Basta un semplice sguardo per venir catturati magneticamente dalle sue opere.  Ventitré illustrazioni dal gusto retrò anni Cinquanta, che fondono la serietà della critica sociale alla leggerezza della satira. Elementare, ma non leggero, essenziale, ma non scontato. John Holcroft è in grado di comunicare al cuore e alla mente di tutti, attraverso immagini immediate, ma suggestive, che offrono numerosi spunti di riflessione. Ai suoi occhi la realtà è molto chiara: egli mostra una società divisa tra ricchi e poveri, padroni e schiavi. Uomini aggrovigliati in una vita che non lascia via di scampo, una vita in cui avere un lavoro significa non dormire la notte, per la paura di non trovare più la propria scrivania il giorno dopo. Questi sono quegli uomini, amici, parenti, vicini di casa, assoggettati dai loro simili che si credono superiori, perché possono decidere del loro futuro. Una realtà pessimista e negativa, dunque, quella che ci viene presentata.

Ma se è vero che bisogna cercare il buono in ogni circostanza che ci accade, perché non tentare anche in questo caso?

È vero: la crisi esiste, la gente ha fame e il mondo sembra crollarci addosso. Ma c’è qualcosa che non potrà mai esserci portato via: siamo noi! La nostra essenza, la nostra anima, la nostra personalità, che dir si voglia! Ed è proprio questo il punto: ora è il momento di far esplodere il carattere e lasciarsi trascinare da ciò che ci contraddistingue gli uni dagli altri e ci rende originali. Proprio come ha saputo fare Holcroft, proponendo un’arte innovativa e personale. Una nuova forza, quindi, in totale contrasto con l’omologazione che ci ha resi prigionieri fino ad ora. Questa è la vera rivoluzione. Mettere in piazza l’uomo, quello vero. Mettere in piazza la differenza, non come discrimine, ma come punto di unione dell’intera umanitá per rialzarci dalla fossa che abbiamo scavato.

È sicuro, ci sarà qualcuno che riterrà questo un sogno romantico e utopico, ma non è così. Non c’è nulla di più reale dell’uomo, della vita. Perciò non lasciamoci ingannare da chi vuole convincerci che non siamo nessuno e facciamo vedere loro che, nonostante la fatica, il traguardo esiste.

In questo modo, il prossimo John Holcroft, potrá farsi beffa solo di quegli uomini, annichiliti da questo mondo controllato e standardizzato, di quegli uomini che non avranno ancora compreso il senso della parola “libertà”, quelli che oggi ci privano di essa.

Sofia Zanotti per 9ArtCorsoComo9

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