InFedeltà. L’isola di Arturo di Elsa Morante

0 628

Uno dei miei primi vanti era stato il mio nome. Avevo presto imparato (fu lui, mi sembra, il primo a informarmene), che Arturo è una stella: la luce più rapida e radiose della figura di Boote, nel cielo boreale! E che inoltre questo nome fu portato pure da un re dell’antichità, comandante a una schiera di fedeli: i quali erano tutti eroi, come il loro re stesso, e dal loro re trattati alla pari, come fratelli.

Così inizia il romanzo. Così la semantica del mito si svela.

L’isola di Arturo, cominciato da Elsa Morante nel 1952 e pubblicato per Einaudi nel 1957 – e in più, vincitore del premio Strega -, è un romanzo di formazione sulla giovinezza e il suo splendore. Ma è anche una testimonianza della potenza dell’immaginazione che regna su ogni elemento celeste e terrestre. Ogni luogo è una fiamma su cui Arturo passa e diventa incendio, e si propaga sulle cose visibili e invisibili, sugli atti, le passioni.

In una Procida mitica e immaginaria Arturo-Boote nasce e cresce in solitudine, nell’attesa dei ritorni di suo padre, Wilhelm Gerace e in compagnia di Immacolatella, la sua cagna. Ma vive e assorbe ciò che lo circonda: i venti, la terra, il mare e le emozioni, che diventano sfrenate quando un giorno, a lui che era privo di madre, viene imposta una matrigna, Nunziatella, nuova sposa di Wilhelm, una donna che non è che una ragazzina, una coetanea, e non può essere madre.

E se non può essere madre, da matrigna e quindi come nel più classico sviluppo da matrigna ripudiata, Nunziatella a poco a poco si trasforma e nel cuore di Arturo diventa amore, nient’altro che il primo amore! E la vita di Arturo diventa anelito anche solo per un bacio.

All’improvviso la strinsi, baciandola in bocca.

Le sue labbra avevano un sapore freddo, marzolino; e la prima sensazione che ne ebbi non mi parve molto diversa da quella che si prova mordicchiando un’erba, o assaggiando dell’acqua di mare. Il mio pensiero in quel primo istante, era: “Dunque adesso, anch’io conosco i baci! Questo è il mio primo bacio!”

 Ma un bacio alla propria madre, benché matrigna, non può che essere foriero di disastri. Nunziatella è sotto le spire della convenzione: e lo respinge, fino a fare di Arturo il suo nemico, l’ipostasi d’impossibili aspirazioni.

 Una manciata di personaggi per un coacervo inestricabile di amori, gelosie, odii e disperazioni. L’amore diviene odio e l’odio diviene amore; tutto si sovverte, tutto ritorna e si scioglie, poi s’addipana. Ma certo, sono i sogni di un fanciullo!

Sarà solo con la crescita di Arturo che il commiato dalla fanciullezza, dalla libertà e dai suoi profondi dolori sarà compiuto. E l’isola stregata, mai lasciata prima, sarà il punto di partenza di un altro viaggio, di un’altra vita. Della fanciullezza e dell’isola, rimarrà solo memoria come una leggenda, come un lungo struggente sonno.

  • Arturo, su, puoi svegliarti.

Intorno alla nostra nave, la marina era tutta uniforme, sconfinata come un oceano. L’isola non si vedeva più.

 

Simone Biundo per 9ArtCorsoComo9

 

 

 

 

 

 

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.