Proust e le madeleine: perchè la cultura ci salva

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La notizia è già in circolazione: Marcel Proust, scrittore celeberrimo francese, ha salvato dalla bancarotta la Biscotteria Jeanette di Caen. Ma come avrà fatto? Nessuno strano super potere, nessun ritorno dal mondo dei morti, “solo” il potere della memoria e della cultura.

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Ebbene, la Biscotteria era sull’orlo della chiusura e in un’ultima disperata richiesta di aiuto, ha fatto appello alla coscienza dei Francesi perché la aiutassero economicamente. Ma cosa ha di speciale questa biscotteria per meritare tutta questa attenzione? La sua storia. Infatti, la Biscuiterie Jeanette nasce nel 1850 ed è la prima produttrice di madeleine, dolcetti a forma di conchiglia che annoverano tra i loro fan proprio Proust.

Famosissimo è il brano tratto dal romanzo “Alla ricerca del tempo perduto” in cui lo scrittore si immerge in un dolce ricordo grazie al gusto delle madeleine.

[…] Mandò a prendere uno di quei dolci corti e paffuti, chiamati madeleine, che sembrano lo stampo della valva scanalata di una conchiglia di San Giacomo. […]

Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me.[…]

Poi, tutt’a un tratto il ricordo è apparso davanti a me. Il sapore, era quello del pezzetto di madeleine che la domenica mattina a Combray, quando andavo a dirle buongiorno nella sua camera da letto, zia Leonie mi offriva dopo averlo intinto nel suo infuso di tè o di tiglio.”

Grazie al pasticcino francese, in Proust rivive un ricordo della sua infanzia.

Questo episodio è un esempio della teoria della memoria involontaria, su cui lo scrittore ha riflettuto e ha scritto le sue considerazioni in proposito attraverso i sette libri che compongono l’opera “Alla ricerca del tempo perduto”. La memoria involontaria è qualcosa di veritiero e sconvolgente, che apre l’anima perché è improvviso. Immaginate un fulmine a ciel sereno che squarcia l’azzurro: così è anche la memoria involontaria, i cui ricordi colpiscono quando meno ve lo aspettate. E così è anche il ricordo delle madeleine che viene ritrovato, risentito, rivissuto da Proust.

Tutto questo è racchiuso in un pasticcino dalla ricetta semplice ma di grande potenza evocativa, la quale ha creato un forte “circolo vizioso”: come la madeleine inzuppata nel tè fa rivivere a Proust un ricordo, così il ricordo dello scrittore salva la biscotteria.

Elena Mariani per 9ArtCorsoComo9

 

 

 

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